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Sommari e brevi recensioni

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Almost blue

di : snaporaz979    

Autore : Carlo Lucarelli
Bologna, come tutti sappiamo, è la città universitaria per eccellenza, tanto da essere stata definita “la dotta”. Già da
prima che Enrico Brizzi esordisse col suo “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, il capoluogo emiliano è sempre stato sinonimo di gioventù, rock, canne: in una parola, studenti.
Ora, immaginate cosa accadrebbe se in una città come questa ci fosse un pericoloso “serial killer degli universitari”, un assassino che, come un’iguana, si reincarna nelle sue vittime per non sentire le campane dell’inferno che ha nella testa (come quelle della famosa  canzone “Hells bells” degli AC/DC).
È proprio questo il paradosso che si è divertito a immaginare Carlo Lucarelli in uno dei suoi primi successi: il romanzo noir “Almost blue”, pubblicato per la prima volta nel 1997.
Sulle tracce dell’Iguana viene messa Grazia, un giovane ispettore di polizia che deve combattere con i pregiudizi di un ambiente maschilista che la guarda con scetticismo. Chi invece non la guarderà, né con scetticismo né in altro modo, sarà, ovviamente, un ragazzo cieco: Simone, il quale ascoltando le conversazioni della città con il suo scanner ha sentito la voce del killer. Simone, che a causa del suo handicap ha sviluppato in maniera prodigiosa il senso dell’udito, viene contattato da Grazia perché è l’unico che può riconoscere l’assassino: infatti, visto che quest’ultimo cambia pelle ogni volta, come un’iguana, vederlo in faccia non serve. La vicenda, da questo punto in poi, si fa sempre più intricata, e i colpi di scena incalzano, sorretti da una efficace scrittura di tipo artigianale.
Tuttavia “Almost blue” non è il classico noir tutto azione, violenza e cinismo, ma una storia quasi intimista, “quasi triste”, perché alla fine regala una speranza a tutti i personaggi che se la meritavano: Grazia, Simone, e perfino l’Iguana. In questa storia “di amore e solitudine”, vengono invece puniti gli ipocriti, come il commissario Poletto, alla cui corte Grazia non cede, preferendo invece… No, meglio non anticiparlo!
Pubblicato il: ottobre 24, 2009
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