Esiste un legame forte, viscerale, tra Grey, giovanissima e vecchia allo stesso tempo, vittima e carneficie di sè stessa,
e le atrocità commesse nel 1937 con l'occupazione giapponese a Nanchino.
Inglese, vent'anni, un segreto di cui porta vistose cicatrici " dentro e fuori" e la smania, disperata, furiosa e assolutamente spregiudicata di sapere...Tutto per un filmato che la riguarda "direttamente ed indirettamente"...un filmato che le ha cambiato in precedenza la vita e che ora, deve riequilibrare corpo ed anima ed il suo stesso bisogno di capire e di sapere.
Ma il filmato è tabù ed è una delle "quasi impossibili" tracce d'un buco nella storia: la
strage di Nanchino.
Nel luglio del 1937 le truppe giapponesi occuparono Pechino e Tianjin. Poi Shanghai ed infine con la loro flotta bloccano la costa della Cina meridionale.
Nel fiero popolo cinese, figlio d'una cultura millenaria prevalse uno spirito di coraggio ed un forte senso nazionale nonostante i divari che infiammavano la politica interna ( come nel resto d'europa, con l'espansione di nazionalismo e comunismo ) ma ciò non impedì l'avanzata cruenta dei giapponesi.
Il 13 dicembre i giapponesi occuparono Nanchino, l'allora capitale della Repubblica, dopo un infinito e doloroso assedio. La "punizione" impartita alla città, per non essersi arresa fu una strage senza precedenti, consumata in un mese di atrocità inaudita. Qualcuno ha definito lo "stupro di Nanchino" come l’«olocausto dimenticato della Seconda guerra mondiale». E probabilmente non sbaglia. Nel giro di pochissimo tempo si calcolarono ( e sono cifre relative, vista la mancanza di "testimoni" ) che i civili massacrati a Nanchino furono circa 350.000 e le donne violentate tra 20.000 e 80.000. Nessuna città in sè sembra abbia avuto durante il secondo conflitto mondiale un numero cosi elevato di vittime; neppure Hiroschima dopo lo sgancio della bomba atomica.
La protagonista di questo libro, Grey, porta addosso il marchio di Nanchino. Per lei è una priorità assoluta poter recuperare quel video girato in una delle giornate di sterminio...ed è disposta a tutto. Con maestria unica, la scrittrice descrive il viaggio di Grey in una Tokyo misteriosa, a noi totalmente sconosciuta, impastata di torbido fascino e personaggi instabili, disadattati, inquieti. Grey si muove in un mondo che non le appartiene ma che con la forza della disperazione si infila addosso come un guanto. Con lei entreremo nel mondo scintillante e perduto dei night club e ci invischieremo, con una tensione palpabile, nella linfa dei tentacoli potenti e mortali della Yakuza. Questo è l'unico modo, l'ultima strada senza deviazioni e senza ritorno per arrivare alla risposta, dolorosa, di tutto il suo dolore. E ci riuscirà, lasciando devastazione, violenza e terrore nel suo passaggio.
Mo Hayder è una scrittrice perfetta, riguardo i thriller. La sua fantasia è sottile, tagliente come una lama. Una maestra del suo genere. Non perde tempo nelle "decorazioni descrittive" ma si sofferma senza titubanze sui lati oscuri e nascosti della complessa psicologia umana. I suoi libri sono agghiaccianti e "le notti di tokyo" ne è un esempio DOC. Da leggere! Sconsigliato per i deboli di cuore e di "stomaco"....Non è un libro che si possa digerire senza conseguenze....:-)