Ennesima raccolta di
racconti del
maestro del brivido.
Non so perchè (anche se lo immagino),
ma finisco sempre per preferire i
racconti ai
romanzi di
King, probabilmente per la maggiore
libertà che lo scrittore si concede sul corto.
In questo caso nessun colpo a sorpresa degno di nota ma 13 buoni racconti.
Vediamoli nel dettaglio.
Willa L'idea di base è buona ma non nuova.
Incidente ferroviario. I (presunti) sopravvissuti cercano di venire fuori da una situazione che non riescono a spiegarsi, fino a quando si renderanno conto del loro nuovo ruolo nel mondo, accettandolo.
Torno a prenderti Classica situazione di
inseguimento. Una ragazza fugge sulla spiaggia con un
maniaco alle costole. Ma prima c'è tutta una parte ben più interessante con la ragazza chiusa e legata in casa in una folle lotta contro il tempo nel tentativo di liberarsi. Forse il
migliore della raccolta, anche per la violenza di alcune scene (condite da un filo di
splatter).
Il sogno di Harvey Un (terribile) sogno che sembra avverarsi. Buona tensione, sembra che il racconto ci guidi ad un finale scontato... e poi...
Area di sosta Come trovarsi nei guai senza colpe. Una di quelle lunghe strade americane, un'area di sosta, naturalmente di
notte. John sente le voci di un uomo e di una donna che litigano, le
violenze di lui, le botte. E decide di intervenire... ne pagherà le conseguenze.
Cyclette Quante volte vi è capitato di rompervi le scatole a pedalare da fermi sulla vostra cyclette? Allora si può disegnare sul muro un
bosco ed una
strada. Solo che se poi il disegno diventà
realtà?
Molto buona la costruzione della vicenda,
lineare e ottimamente costruita. Ci si trova ad aspettare il finale con ansia.
Le cose che hanno lasciato indietro Inevitabile racconto legato all'
11 settembre. Un
sopravvissuto (quel giorno per caso non era in ufficio) vede apparire oggetti appartenuti ai colleghi e non riesce a liberarsene. La sua mente fatica a restare lucida.
Pomeriggio del diploma Uno di quelli che ho preferito.
Immediato, rapido e soprattutto senza spiegazione. La massima espressione delle possibilità lasciate dal racconto come
genere letterario. Non vi rivelo nulla.
N. Qui si sfocia in
Lovecraft in maniera abbastanza evidente. La
disfunzione ossessivo compulsiva di un paziente finisce per contagiare anche il suo
analista. Ma è la mente dei due a vedere una porta su u altro mondo o esiste veramente?
Il gatto del diavolo Si può assoldare un
killer per far fuori un gatto? Probabilmente si se l'animale ha negli occhi qualcosa di
diabolico. Racconto in verità abbastanza anonimo.
Il "New York Times" in offerta speciale Di nuovo una storia di vita oltre la
morte, o per lo meno di un momento di passaggio tra le due realtà. Una donna riceve una
telefonata dal marito morto in un incidente aereo pochi giorni prima. E lui sa bene dove si trova.
Muto Un passaggio ad un
autostoppista è una delle situazioni più classiche dell'
horror. E se poi l'autostoppista è
sordomuto si può anche approfittare per sfogarsi e raccontare i propri drammi. Il finale è un pò scontato ma il racconto è godibile.
Ayana Ancora (e tre) il rapporto con la
morte. Una sorta di staffetta costringe l'eletto a salvare vite umane. Più una
condanna che un potere divino. Mi è piaciuto soprattutto per la non linearità della vicenda. Si capisce tutto... ma con calma.
Alle strette Se soffrite di
claustrofobia non è il racconto per voi. Come vi sentireste chiusi in una
cabina WC di quelle chimiche, ribaltata per terra e immersi nel
liquame? Naturalmente al buio e sotto un sole bollente.
Peccato per il
finale che avrei gradito diverso, più cinico. In un racconto, il buon
King avrebbe potuto permetterselo.