DOROTHY ST. CROSS
IL TERZO OCCHIO DI SATANAEL
D'improvviso il sole si spense, nel cielo, e il freddo calò sulla
terra. Col buio glaciale e terrificante.
Alcuni lampi furiosi squarciarono l'aria, ma nel cielo (che solo pochi attimi prima era limpido) non s'erano addensate le nubi.
La lingua di fuoco strepitò ancora e guizzò alta, quasi a squarciare la tenebra improvvisa.
Un grido si alzò dalla folla muta.
« Dalle la vita, Satana, dalle la vita! ... ». Disse la voce tenebrosa e la folla fremette...
Una risata glaciale partì dalla lingua di fuoco, dal rogo eretto dal popolo a Welda, la donna maledetta.
Poi il fuoco si spense.
Le catene si spezzarono e le braccia della strega si alzarono al cielo.
« Maledetti! Maledetti!, gridò Welda; il mio Signore vi distruggerà... ».
La folla era atterrita: le donne s'erano gettate a terra, strappandosi i capelli e urlando...
Mentre gli uomini fuggivano, cercando di trascinarle. Ma esse parevano attaccate a quella terra, che le reclamava...
« Maledetto! >>, gridò Welda agli occhi glaciali di Thomas Ravel, l'inquisitore.
Ma Thomas assisteva immobile alla scena.
I suoi occhi freddi non parlavano, nè potevano dire più della loro sete di sangue, della loro bramosia di cieca, terribile giustizia...
Quante streghe avevano salito il rogo dell’inquisitore Thomas Ravel? Duemila?... Tremila?... Non lo sapeva. Ma quante erano state, tante erano anche le terribili maledizioni a lui, a Thomas Ravel.
Il fuoco aveva sempre fatto tacere le grida... La morte aveva sempre detto 1'ultima parola.
Ma il cielo non si era mai oscurato, nè le catene s'erano spezzate... ...nè il fuoco s'era spento... Nè la vita, il trionfo
del male, aveva detto l'ultima parola.
Una maledizione che era anche una sfida. Welda, la sua ultima vittima, era incolume. E la minaccia terribile dei suoi occhi, e delle sue mani protese, giungeva a lui...
Thomas Ravel alzò la mano destra e disegnò nell'aria un segno di croce. Si udì una risata terribile, ancor più lacerante...
E Thomas Rave1 cadde al suolo. Mentre il cielo tornava sereno.
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Era un nuovo giorno. Sulla piazza, miste alla fanghiglia che la pioggia vi aveva depositato nella notte, le rimanenze dei tizzoni e della cenere. II rogo era tutto consumato lì...
Thomas Ravel aprì con violenza le persiane e si fece alla finestra. Le strade erano semideserte, le porte e le finestre erano serrate.
Il silenzio stava passando per la piazza.
L'occhio di Thomas Ravel fu al centro della piazza, sul groviglio di cenere e fango.
Cercò di rammentare. Si portò le mani alle tempie e cercò in se stesso.
Poi, con gli occhi sbarrati, rammentò.
Trattenne a forza un grido di
terrore. Non poteva essere:.. Non poteva credere... Sentì le tempie battergli forte, con impeto...
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S'avvolse nel mantello e scese. Incontrò il maggiordomo sulle scale.
- Che è accaduto ieri, Otto?... Che è accaduto...?
Il maggiordomo lo guardava esterefatto. In tanti anni, tantissimi anni, non aveva mai visto il suo signore, l'inquisitore Thomas Ravel, tanto sconvolto.
- …Siete svenuto, monsignore... E i domestici vi hanno portato al palazzo…
- Sono svenuto, sì... Ma... cosa è accaduto... prima...
- Prima, monsignore, - il vecchio maggiordomo teneva la testa abbassata; - non è accaduto nulla di particolare... C'è stata l'esecuzione di quella strega e...
- E cosa è accaduto?
- Nulla, monsignore. Il fuoco ha fatto giustizia, come sempre. Solo che voi siete improvvisamente svenuto...
Thomas Ravel lo fissava.
Poi, con uno scatto improvviso, lo colpì al volto, violentemente.
- Cane, tu menti! gridò, e si precipitò giù per la scalinata, con tanta furia che per poco non cadde.
Alle sue spalle, quasi echeggianti il ritmo dei suoi passi furiosi, si ripercuotevano i tonfi del corpo di Otto che esanime precipitava.
Fuori era freddo, del freddo proprio di un cielo sereno ma distaccato, lontano dall'ansia degli uomini.
Thomas Ravel si precipitò al centro della piazza.
Schiacciò col calcagno i tizzoni spenti del rogo e si guardò attorno, con furia.
- Strega maledetta, imprecò, maledetta Welda, dove sei?... Vieni, vieni e mostrati, se hai coraggio, figlia di Satana!
Le sue grida si ripercossero fredde sui muri grigi delle case basse che limitavano la piazza.
Si udì un profondo boato, e le grida dell'inquisitore furono coperte... Nessuno era attorno.
E nessuno vide. .
Ma Thomas Ravel al suolo, morto. Indubbiamente morto.
***** **** *****
Gli avvenimenti sono precipitati, e il ricordo di Welda, la strega salita al rogo di Thomas Ravel, l’inquisitore, è confuso nel tempo, nei due secoli che da allora sono trascorsi.
La brulla provincia di Normandia mostra le sue ossa, nelle pietre secolari che affiorano dal terreno arso, su cui cresce aspra la vite, dalla quale i contadini traggono ragione di lavoro e di vita. Gli anziani hanno scolpito nella mente la tradizione che i loro padri gli hanno tramandato, ma non parlano facilmente delle – cose- che essi solo conoscono e che hanno timore di narrare agli stessi figli.
Ma nella triste e brulla provincia di Normandia, al centro di una vasta rada piantata a viti, c'è una piccola città morta. Con dimore antiche di secoli, dimore tetre, abbandonate. Case patrizie accanto a dimore plebee.