• Registrati
  • ‎Cos'è Shvoong?‎
  • Accedi
    Accedi
    Memorizza il mio nome utente Hai dimenticato la password?

Sommari e brevi recensioni

.

Homepage Shvoong>Libri>Romanzo Storico>Michele Kohlhaas. Storia di un Eroe del Seicento (parte II)

.

Michele Kohlhaas. Storia di un Eroe del Seicento (parte II)

di : francescomoscheri    

Autore : Heinrich Von Kleist
Il barone stava bevendo in mezzo a una festosa brigata di amici, e una piccolezza aveva appena fatto esplodere fra loro un'interminabile
risata, quando Kohlhaas gli si avvicinò per presentarsi.
Il barone gli chiese che cosa volesse; i cavalieri, quando videro lo sconosciuto, ammutolirono; ma non appena questi ebbe iniziato a esporre le sue richieste, riguardo ai cavalli, tutta la brigata saltò su, gridando "Cavalli? Dove sono?", e corse alle finestre per guardarli. Quando videro quella splendida mandria, scesero di corsa, su proposta del barone, nel cortile; la pioggia era cessata; il castaldo, il fattore, i servi si radunarono intorno a loro, e tutti passarono in rassegna le bestie. Uno lodava l'animale fulvo con la macchia bianca, a un altro piaceva il baio, il terzo accarezzava il pomellato a macchie gialle e nere; e tutti ripetevao che nell'intero paese non se ne allevavano di più belli. Kohlhaas ribatté allegramente che i cavalli non erano migliori dei cavalieri che li avrebbero montati; e li invitò a comperare. Il barone, molto attirato dal poderoso stallone sauro, gli chiese il prezzo. Il fattore gli consigliò di acquistare un paio di morelli che pensava di poter utilizzare nei lavori agricoli, perché cavalli ce n'erano pochi; ma, quando il sensale tirò fuori i prezzi, i cavalieri li trovarono troppo cari, e il barone disse che, se pretendeva tanto per quelle bestie, doveva cavalcare fino alla Tavola Rotonda, e andare alla ricerca di Re Artù.
Kohlhaas, vedendo il castaldo e il fattore bisbigliare tra loro, e lanciare ai morelli delle occhiate eloquenti, fece, per un oscuro presentimento, di tutto, perché si tenessero quei due animali. Disse al barone: "Signore, i morelli li ho acquistati sei mesi fa, per venticinque fiorini d'oro; datemene trenta, e li avrete". Due cavalieri che stavano vicino al barone dissero apertamente che i cavalli li valevano sicuramente; ma il barone dichiarò che era disposto a spendere per il sauro, casomai, non per i morelli, e fece per andarsene. Allora Kohlhaas disse che forse avrebbe concluso un affare con lui la prossima volta, quando fosse ripassato con i suoi cavallucci, fece al barone i suoi rispetti, e afferrò le briglie della sua cavalcatura, per ripartire. Ma in quel momento il castaldo uscì dal crocchio, dicendo che senza un lasciapassare, l'aveva sentito, non avrebbe potuto andarsene.
Kohlhaas si girò, e chiese al barone se fosse proprio vera quella faccenda, che rovinava tutta la sua attività. Il barone rispose, con aria imbarazzata, allontanandosi: "Sì, Kohlhaas, devi procurarti il lasciapassare. Parlane con il castaldo, e va' per la tua via".
Kohlhaas gli assicurò che non aveva nessuna intenzione di eludere le ordinanze sull'esportazione dei cavalli, qualsiasi fossero, promise che, passando da Dresda, sarebbe andato a prendere il lasciapassare alla Cancelleria, e lo pregò di lasciarlo passare solo per quella volta, visto che non aveva saputo proprio niente di una richiesta di quel genere.
"E va bene!", disse il barone, mentre il temporale, proprio in quel momento, riprendeva, e il vento sibilando gli passava da parte a parte le membra rinsecchite. "Lasciate andare questo poveraccio. Venite!", disse rivolto ai cavalieri, si girò e si accinse a rientrare al castello. Il castaldo, rivolto al barone, disse che il mercante doveva almeno lasciare un pegno, per essere certi che andasse a ritirare il documento. Il barone si fermò di nuovo, sotto il portone del castello.
Kohlhaas chiese quale valore, in denaro o in oggetti, dovesse lasciare, come pegno per i morelli. Il fattore, masticando le parole nella barba, disse che poteva lasciare per l'appunto i morelli.
"Sicuro", disse il castaldo. "E' la cosa più conveniente; quando ha ritirato il lasciapassare, può venire a riprenderseli in qualsiasi momento".
Kohlhaas, sconcertato da una richiesta così sfacciata, disse al barone, che si stringeva addosso intirizzito il giustacuore, che i morelli li voleva vendere. Ma questi, mentre in quell'attimo una raffica lanciava attraverso il portone uno scroscio di pioggia mista a grandine, gridò, per mettere fine alla cosa: "Se non vuol mollare i cavalli, ributtatelo al di là dello sbarramento", e se ne andò. Il sensale, rendendosi conto che doveva pur cedere alla violenza, decise di accogliere la richiesta, visto che non gli rimaneva altro da fare; sciolse i morelli, e li portò in una stalla indicatagli dal castaldo.
Lasciò con le bestie un servo, a cui raccomandò di tenere ben d'occhio i cavalli fino al suo ritorno, e proseguì, con il resto della mandria, il suo viaggio verso Lipsia, dove voleva andare alla fiera.
Rimuginava tra di sé, se forse in Sassonia non potesse essere stato emanato un tale ordine, per proteggere qualche nuovo allevamento di cavalli.
A Dresda, dove possedeva, nei sobborghi, una casa con alcune stalle, perché quella era la base dei suoi commerci sui mercati minori della regione, andò subito, appena arrivato, alla Cancelleria; e qui venne a sapere dai consiglieri, alcuni dei quali conosceva, che, come aveva sospettato, in realtà, fin dal primo momento, la storia del lasciapassare era inventata di sana pianta. Kohlhaas, dopo che i consiglieri, controvoglia, gli ebbero rilasciato, su sua richiesta, una dichiarazione scritta che ne attestava l'infondatezza, sorrise allo scherzo dell'allampanato barone, anche se non capiva ancora bene a che cosa avesse potuto mirare; e, venduto con soddisfazione, poche settimane dopo, il branco di cavalli che aveva con sé, senza portarsi ormai dietro più amarezza se non quella sulla generale miseria del mondo, fece ritorno al castello di Tronka.
CONTINUA...
Pubblicato il: giugno 21, 2009
Valuta questo abstract : 1 2 3 4 5

Bookmark & share this post

Le persone che hanno letto questo abstract hanno letto anche:

.