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Sommari e brevi recensioni

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La festa bianca

di : nepelene    

Autore : Lulu Wang
Xingrong vede la luce o quello che è la parvenza della luce d'una cantina durante l'occupazione giapponese in Cina. E scopre
ben presto di avere un posto ed una funzione ben precisa nel suo piccolo cosmo; pochi diritti e molti troppi tanti doveri. Xingrong è figlio dell'autista della quarta consorte del presidente della Cina. Diventa, fin dai primi mesi di vita, oggetto e servitore dei capricci d'una donna "affascinante" e "repellente" allo stesso tempo. Per poi finire, come qualunque servitore, a mendicare il pane altrove, nel momento della disgrazia. Nonostante lui sia poco più d'un neonato inconsapevole e completamente dipendente dalle figure che gli ruotano intorno.
 E' la storia di Xingrong, in un crescendo di sensazioni che inizia a cogliere, al senso delle cose, per quanto visto con gli occhi d'un bambino che prende forma ed assume una causa, una conseguenza. La vita del bambino si suddivide nelle sue sensazioni, più o meno reali e nel microcosmo della sua famiglia. Un padre di cui il rispetto, l'affetto impastato di riverenza si sbriciola giorno dopo giorno e quell'immagine diviene la catastrofe della sua vita. Il padre è un drogato senza dignità e senza onore. L'ultimo girone dell'inferno in cui trascina inevitabilmente tutta la famiglia. Xingrong ha la fortuna di avere una madre che è una scialuppa nella tempesta e che, nonostante imbarchi acqua da tutte le parti ed annaspi con la disperazione in ogni suo gesto riesce a tener a galla lui ed il fratello. Affascinante anche l'analisi del rapporto con quel ragazzino che gli assomiglia ma non troppo e le varie peripezie a cui si dedicano per sopravvivere forse a stento, ma a sopravvivere in un mondo che non li nota, non li ascolta. Questo è il suo duro debutto alla vita. Le domande che si pone trovano le più svariate risposte e le persone che ruotano intorno a Xingrong alla fine riducono il tutto alla disperata smania di ciò che alla fine, nella nostra società a tutti spetta quasi per diritto. Guarda il mondo con innocenza e consapevolezza allo stesso tempo: il dolore e la fame l'hanno forgiato uomo ma la sua visione delle cose mantiene intatta quella ingenuità propria solo d'un bambino. Interessante il mondo di rituali intorno alla morte perchè il ragazzino inizia a "vivere" la realtà di un'impresa di pompe funebri: qui scopre la Cina tradizionale, persa a causa del drammatico periodo storico della 2a guerra mondiale. Un libro piacevole, senza eccessiva lode. Scorrevole, pittoresco, a tratti crudo come la vita infondo è ma allo stesso tempo un tripudio che mi aspettavo ( forse dettato in parte dal titolo :-)) non è arrivato neppure nel finale.  Un libro che probabilmente rileggerò quando avrò voglia di immergermi in un mondo lontano, esotico nonostante la miseria, ricco di "scorci" d'una Cina ormai decaduta.
Pubblicato il: febbraio 10, 2009
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Commenti

Showing 1 out of 1   Aggiungi un commento
  1. 0 Recensione giovedì 12 febbraio 2009
    1

    Filmomane

    ...impegnata

    ...lettura molto impegnata! Ho iniziato a leggere qualche pagina, grazie alla tua recensione!

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