Eugenio di Beauharnais è figlio di
Napoleone e
Giuseppina. L'Imperatore
lo pone sul trono di
Vicerè d'Italia con sede a Milano durante il breve
Regno d'Italia.
La vicenda raccontata segue la
parabola di
Eugenio dall'insediamento alla caduta in seguito alla sconfitta di
Napoleone, ma soprattutto entra nel
privato del
Vicerè raccontandoci i suoi amori, le sue passioni e le sue debolezze.
Il racconto è narrato in
prima persona da
Delphine De Pino, moglie del
Generale Pino e secondo la
leggenda amante di
Eugenio. E qui sta la novità del libro in quanto la voce narrante si dichiara
reincarnazione di Delphine e la vicenda si srotola come un recupero continuo di ricordi.
La scusa è in realtà un pò
debole ma ben presto la storia della reincarnazione viene dimenticata ed il racconto si snoda in prima persona.
Dopo il necessario tempo per abituarsi ad un
prosa non certo memorabile è però affascinante lasciarsi coinvolgere dal racconto che, essendo a firma di Delphine, attraversa tutta la
vicenda napoleonica ma sempre da un punto di vista laterale, quasi di
riflesso.
Ne viene fuori un
Eugenio forte, potente,
fedelissimo di Napoleone anche nel momento del crollo, ma un pò
fragile in alcuni suoi aspetti. Le
vicende personali si intrecciano continuamente con gli
avvenimenti storici, ma quasi non ci si accorge del passaggio dagli uni agli altri.
Una nota di pregio per il racconto della
campagna di Russia e della conseguente
disfatta. Sembra di assistere a rivelazioni dall'interno, alla tragedia degli uomini nel gelo dell'Est, come se per la prima volta scoprissimo davvero cosa successe in quelle lande.
Non sono in grado di dire quanto
fedeli siano le ricostruzioni storiche ma l'opera di
Elena Tessadri è comunque godibile e ci racconta una fetta importante della
storia d'Europa e d'Italia.