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Baudolino

Summary rating: 2 stars 7 Recensione
Autore : Umberto Eco
Review by : francobrain
Visite : 539  parole: 600   Pubblicato il: agosto 13, 2007
Il romanzo più bello e più avvincente del nostro maggiore scrittore, ovvero lo studioso di semantica, eccelso medievalista ed esperto in tante altre discipline umanistiche Umberto Eco.

Siamo a Costantinopoli all''inizio del XIII secolo. La metropoli sul Bosforo è in fiamme: i "latini" la stanno assediando una volta di più. E'' in questa situazione assai precaria che lo scrivano e compilatore di cronache Niketas ("Niceta") Choniates incontra un vecchio italiano, certo Baudolino di Galiaudo de li Aulari, che gli chiede di ascoltare la sua storia per metterla per iscritto a beneficio dei posteri. Le vicende narrate dall''avventuriero e - per sua stessa ammissione - "famoso bugiardo" venuto da una lontana e insignificante contrada padulosa della regione italico-provenzale (ovvero dalla futura città di Alessandria), hanno semplicemente del mirabolante. E il romanzo di Eco si sviluppa infatti su un sottofondo sì storico, ma non è scevro di elementi tipici del miglior genere "fantasy", come, ad esempio, nell''episodio in cui Baudolino incontra il terzo e ultimo grande amore della sua vita, quella dolce "Hypathia" che è mezzo donna e mezzo capra. 
In "Baudolino" non mancano nemmeno gli elementi giallistici (come già ne "Il nome della rosa", "Il pendolo di Foucault" e, in parte minore, ne "L''isola del giorno prima"), e qui siamo riconfrontati, in maniera unica e originale, con l''omicidio compiuto dentro una stanza chiusa. Tale "inserto-thriller" è quanto mai coinvolgente anche perché la vittima di turno è addirittura Federico Barbarossa, Imperatore del Sacro Romano Impero; quel Barbarossa che, secondo il racconto dello stesso picaresco viaggiatore, decise di adottare Baudolino quando questi era ancora un moccioso, un semplice rampollo di poveri villici...

Come in altri romanzi di Eco, genio delle parole e dei segni, anche "Baudolino" non poteva che iniziare con un vecchio manoscritto... ovvero con le prime, scomposte pagine di pergamena di quelle ''Gesta Baudolini'' che il protagonista dice di aver vergato alla tenera età di quattordici anni e il cui seguito sarebbe andato smarrito durante il viaggio verso il favoloso regno del Prete Gianni.

Una lettura alquanto agevole, in cui la fantasia riesce bene a mescolarsi con "aspetti terragni". La lettura risulta solo a tratti impegnativa, e cioè là dove Eco si dilunga nel riportare le ''disputationes'' di carattere religoso e mitologico tipiche di quell''epoca; ma persino questi dialoghi sono piacevolmente assimilabili, in quanto il tono di fondo è divertente.
Di notevole interesse soprattutto le vicende che Eco fa vivere al suo protagonista durante le guerre tra i comuni lombardi e l’Impero, e nelle quali è possibile cogliere come le divisioni e gli interessi egoistici fin da allora hanno impedito la realizzazione di una vera e solida identità nazionale ("...qui da noi – in Italia – non est come gli alemanni ke si voliono tutti bene luno con laltro… da noi quelli di Giamondio se vedono uno di Bergolio li gira già le bale").   
            
Se mai Umberto Eco dovesse essere insignito del Nobel per la Letteratura, sarebbe "Baudolino", ancor più che "Il nome della rosa", l''opera da citare come esempio sommo della sua arte affabulatoria. 

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Baudolino  di  Umberto Eco    2007 
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