L’autore. Sue Miller , è nata a Chicago nel 1943 ed è nota soprattutto per un precedente romanzo, LA BUONA MADRE, da cui è stato tratto il film DIRITTO D’AMORE. Il libro è dedicato ad una serie di amori paralleli e in continua evoluzione che nascono intorno a due personaggi principali, Lottie, giornalista freelance, divorziata dal primo compagno d’università, Derek, e sue
fratello Cameron, invaghitosi di Elizabeth, amica-nemica di Lottie, che ha abbondonato la
casa insieme al
marito Lawrence. Nella vecchia casa della madre , ove casualmente convergono tutti i principali personaggi dopo il ricovero dell’anziana signora in un ospizio matura una serie di eventi, che hanno una lunga storia passata. Le due coppie principali sono in uno stadio diverso dei loro rapporti: Lottie, innamoratasi dell’oncologo Jack attraverso l’apprendimento delle terapie contro il cancro di cui è stata affetta, sente affievolirsi l’attrazione bruciante degli incontri segreti prima della morte di sua moglie Evelyn, il cui ricordo ,insieme al rigetto della figlia Megave, sembrano cospirare contro di lei, mentre l’amore crescente e bruciante di Cameron viene all’improvviso stordito da Elizabeth con la decisione repentina di accogliere l’invito dell’ex marito a tornare a casa.
I personaggi del gruppo interagiscono stimolati dalla loro profonda diversità: Lottie sente tutta la sua antipatia per Elizabeth, che ha avuto una vita molto più facile e l’ha anche vista umile cameriera della gelateria che frequentava insieme a suo fratello, che l’ha esposta da ragazza ad un incomprensibile gioco della coppia in armadio, ma soprattutto disprezza la facilità al compromesso ed il debole per gli agi ed i comforts che sono le vere ragioni dell’abbandono di Cameron, ma è diversa anche dal fratello, che in anni passati non aveva approvato il suo scarso impegno nel miglioramento della posizione professionale. Sarebbe poi diventata l’incarnazione della controcultura negli anni universitari fino al matrimonio con lo studente universitario di biologia e poi assistente Derek, ma alla fine non aveva retto alla normalità delle relazioni extraconiugali in un matrimonio cosiddetto aperto. Non per caso Lottie sta lavorando ad un articolo sull’amore: sta ancora cercando la sua strada senza l’abbandono ingenuo di Cameron, ma attraverso un cammino tortuoso e non privo di rimorsi che la porta a visitare la madre nell’istituto di ricovero, malgrado una lontana ruggine, a cercare d’immaginare il volto del padre morto in carcere, ma anche di curve distraenti come il dialogo peseudosessuale e l’abbraccio con Lawrence, il marito dell’antipatica Elizabeth. Un grave incidente sul vialetto che immette nella casa dei ricordi ha riaperto la diaspora degli attori, ma vi è sempre qualcosa di fatale sia nel ruolo dei figli, Ryan, figlio di Lottie, che familiarizza con il padre Derek e Megave che si distacca ostentatamente dal padre Jack, che nella stessa conclusione lenta e sofferta di Lottie.
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