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Il BACIO TRA ROMANTICISMO E NOVECENTO

di : Syssy    

Autore : a cura di Susanna Zatti e Lorenza Tonani

Il catalogo propone al visitatore un viaggio, dal tardo Ottocento fino ai nostri giorni, attraverso

le diverse forme di espressione di questo gesto emotivo: dal tenero bacio materno al voluttuoso bacio tra amanti, dal disperato bacio d’addio all’innocente bacio tra bambini.
Il libro si apre con il capitolo dedicato al bacio come linguaggio simbolico, scritto da Lorenza Tonani. Dopo una breve dissertazione sul significato storico, culturale e sulle usanze di popoli diversi intorno a questo gesto. 
Segue il capitolo di Susanna Zatti intitolato "Amore e Morte, passioni e patriottismo nell'iconografia del bacio tra Ottocento e Novecento" e il capitolo "I baci di carta", scritto da Gianfranco Lavezzi, dedicato ai baci famosi descritti nella letteratura, tra cui quello tragico tra Paolo e Francesca, bacio che causò la morte dei due amanti per mano del marito di Francesca, che era nel contempo fratello di Paolo.
Segue un brevissimo capitolo, a cura di Gianni Canova, dedicato ai baci famosi del cinema italiano, tra cui quello tra Anita Ekberg e Marcello Mastroianni nella fontana di Trevi, nel film "La dolce vita".
Seguono cinque sezioni dove sono riprodotti i dipinti di pittori del periodo tra Ottocento e Novecento, ognuno con a fianco la relativa didascalia.
La prima sezione è dedicata a “Il bacio” di Hayez, presente in tre versioni. La prima è un acquerello del 1859, di forma ovale, la seconda è la versione più rappresentata, ovverro quella posteriore al 1859 e infine l'ultima versione del 1861, omaggio di Hayez al costituendo Regno d'Italia e alla bandiera italiana i cui colori sono presenti nei vestiti dei personaggi rappresentati . Questo dipinto è un’icona del romanticismo.
La seconda sezione è dedicata agli sfortunati amanti della letteratura: Giuseppe Poli, Ludovico Cremonini, Gaetano Previati, Francesco Hayez interpretano in diverso modo l’ultimo bacio tra Romeo e Giulietta, tra Paolo e Francesca.
Pacifico Buzio ritrae Imelda de’ Lambertuzzi mentre scosta la camicia dell’amato, trafitto da un dardo avvelenato scagliato dai suoi fratelli. Il suo viso sta per avvicinarsi al petto di lui per succhiarne con le labbra il veleno, ma la storia ci dice che sarà tutto inutile perché periranno entrambi a causa del veleno.
Segue la sezione dediacata ai baci desiderati e appassionati.
“I fidanzati”, 1869, olio su tela, Silvestro Lega fa passeggiare i due promessi in campo di grano al tramonto. Li riprende di spalle, mentre i loro profili si sfiorano, le loro bocche tuttavia non si congiungono perché alle loro spalle segue una chaperon che sta guardando una delle due bimbe, intenta a raccogliere fiorellini. In “Attrazione”, 1874, olio su tela, Tranquillo Cremona, pittore pavese, mette in primo piano i volti dei due amanti, visi quasi trasfigurati dalla passione che li sta travolgendo.
Ne “Il convegno”, 1918, olio su tavola, di Ambrogio Alciati gli amanti si abbandonano a un bacio voluttuoso, anche se i loro corpi non possono stringersi perché separati da un’inferriata. Le pennellate sono spesso prese a prestito dagli impressionisti, i volti sono in prima linea ma sfumati e, a volte, nei dipinti di esterni il panorama alle spalle del soggetto del quadro è imprecisato.
Nelle “Armonie interrotte”, inizi Novecento, acquatinta, l’armonia del pianoforte viene interrotta dal bacio che l’amante dà alla fanciulla che, con le mani ancora sui tasti, abbandona il capo all’indietro, in una resa totale. Lei è di spalle, il viso di lui è sfumatissimo, sui colori scuri emerge il celeste del vestito di lei.
“Cleopatra lussuriosa”, 1900, Amisani, olio su tela, nuda, in piedi, piega la parte superiore del corpo per baciare l’uomo semisdraiato , coprendogli completamente il volto con i capelli.
La penultima sezione è dedicata al bacio materno. Essa si apre con la scultura “Il bacio materno”, 1898, gesso patinato rosa chiaro, del russo Paolo Troubetzkoy. La mamma stringe a sé il bambino dormiente e avviluppato nelle coperte e gli posa dolcemente le labbra sui capelli, in un bacio tenerissimo. “Bambino al seno”, 1914, bronzo, è il titolo della scultura di Medardo Rosso. I contorni della mamma e del bimbo non sono ben definiti, l’opera è sfrangiata. L’allattamento può essere considerato un prototipo del bacio, attraverso di esso il bambino esprime la propria sessualità, cerca il capezzolo della mamma che sostituisce virtualmente le labbra e crea con la mamma un rapporto che durerà per tutta la vita. Nella “maternità”, 1921, olio su tela, di Mario Bettinelli, una donna offre amorevolmente il seno al bimbo adagiato sulla spiaggia di colore chiarissimo, come le vesti dei personaggi ritratti, mentre la bambina più piccola,di spalle alla avvicina il viso all’orecchio della mamma che reclina il viso verso di lei. Alle loro spalle spicca il blu del mare, mentre al confluire tra le bianche nuvole del cielo e il mare, si intravede uno spicchio di sole che sta sorgendo o tramontando.
“Le madri”, 1918, olio su tela, di Raffaele Borella, è un dipinto dedicato all’amore materno tra generazioni diverse. Ne “Ricordati della mamma”, 1903, olio su tela, Adolfo Ferraguti Visconti ferma l’immagine di una mamma che, davanti al porto, bacia i propri figli per l’ultima volta prima della loro partenza. Intorno alla famigliola tutto è grigio, i contorni del viso del bambino che la mamma sta per baciare non sono ben definiti.
Una delle caratteristiche comune a questi dipinti sono le pennellate nervose e spesso i contorni indefiniti, tecniche mutuate in parte dagli impressionisti e in parte dalla scapigliatura.


Pubblicato il: aprile 13, 2009
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