In questa che può definirsi
“graphic novel” si racconta, tramite un inconsueto mix di testo e immagini, la
storia di una ragazza deforme rinchiusa, subito dopo la nascita, in un castello
in mezzo alla foresta assieme altre creature deformi come lei. I suoi compagni
di prigionia sono la Corrosa,
una signora con ruote al
posto delle
gambe vestita come un’odalisca; i Bambini
Immortali, che tentano inutilmente di darsi la morte strangolandosi; la Coppia Incestuosa, fratello e
sorella microcefali; l’Uomo di Stoffa, che non ha pelle umana se non sul pene. La
protagonista invece è oppressa da un’enorme ala al posto del braccio destro. Il
sesso rappresenta per tutti uno dei pochi mezzi per accedere alla vita, mentre provvede
al sostentamento materiale dei prigionieri un Custode mostruosamente ustionato il
quale, al termine del libro, impazzisce uccidendo tutti i suoi protetti.
immagini potentemente evocative e
deliberatamente macabre, tra il disegno e la fotografia, si accompagnano ad una
prosa poetica emozionante, cruda e disperata: impossibile non cogliere una quantità di
metafore tra le righe di questo claustrofobico racconto. I personaggi sono degli esclusi, isolati, rifiutati a causa
delle loro inaccettabili peculiarità: eppure proprio queste loro
caratteristiche avvincono e turbano nel profondo.
La protagonista trova toni
vibranti per esprimere la
rabbia di esser stata rifiutata, l’amore invincibile
per la madre sconosciuta, e l’infinito desiderio di libertà risolto in un sogno
ad occhi aperti in cui vola, con la sua unica ala, sul mare.
Un invito a confrontarsi con le
proprie personali
deformità e a non ignorare l’autodistruzione a cui conduce la
loro negazione e il loro occultamento.
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