TITO DI GORMENGHAST
“Tito di Gormenghast” è la prima parte della trilogia di Mervyn Peake (1911-1968) seguita da “Gormenghast” e da “Tito solo”( i primi due pubblicati in Italia da Adelphi ). Il libro narra la vicenda della terra di Gormenghast e la
vita all’interno del suo castello, popolato dai personaggi più vari: la famiglia de’ Lamenti composta da Sepulcrio, taciturno e pensoso amante dei libri; la sua sposa Gertrude che adora gatti e uccelli più dei suoi figli ed infine Fucsia, la contessina adolescente che sogna un mondo diverso dal suo. Il rispetto della legge a Gormenghast è tutto perché la legge è Gormenghast: ogni più piccolo rito segue regole antiche di secoli e i personaggi svolgono il loro ruolo in una sorta di complicata commedia. Lisca, primo domestico del conte, si occupa delle necessità di sua Eccellenza in ogni frangente ed è nemico di Sugna, mastodontico capocuoco che governa le cucine. C’è poi Floristrazio, medico di corte, e il vecchio Agrimonio che celebra tutti i riti del castello. L’ordine polveroso di Gormenghast verrà interrotto dalla
nascita di Tito, erede della famiglia de’ Lamenti: la tradizione vuole che sia il figlio maschio a succedere al padre ma la sua vita verrà influenzata da subito da vicende strane che segneranno l’esistenza di tutti gli abitanti del castello. Parallelamente alla nascita della piccolo conte, compare un altro personaggio che lentamente si rende protagonista della storia di Gormenghast: Ferraguzzo è un giovane di 17 anni che fa il suo ingresso come sguattero di cucina ma grazie alla sua prontezza e intelligenza saprà farsi largo con conseguenze nefaste.
All’esterno del
castello abita il popolo degli Scultori Radiosi che nonostante il nome vivono della carità di Gormenghast: a questo gruppo appartiene Keda, giovane donna che in questa prima parte della trilogia sembra rivestire un ruolo marginale ma lascia presagire invece molto di più.
Le vicende di Gormenghast sono davvero ben riuscite a Peake, il quale è riuscito a creare un mondo completo di tutto: c’è una gerarchia precisa che regola i rapporti fra gli abitanti del castello ma nasce nello stesso tempo la radice della ribellione silente che vuole abbattere questo
ordine antico. C’è la scomparsa tragica di qualcuno ma anche la nascita di una vita che lascia aperte molte strade. Gormenghast non ha una precisa collocazione geografica o temporale ma è molto vicina alla nostra realtà fatta di lotte, compromessi che non vogliamo accettare e rari momenti felicità. In una parola: è una storia umana.
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