Irlanda, anni ’20: in una bellissima e grandissima casa vivono il capitano Gault, la sua bellissima moglie inglese e la piccola Lucy, di otto anni circa. In Irlanda ci sono i fermenti indipendentisti e la moglie inglese del capitano Gault non è ben vista. Una sera i cani che fanno da guardia alla villa vengono avvelenati e qualcuno cerca di entrarvi di nascosto. Il capitano spara e ferisce un ragazzo. Egli sente minacciata la sicurezza della sua famiglia e allora, insieme alla moglie, decide di lasciare l’Irlanda per l’Inghilterra. La piccola Lucy ascolta tutto di nascosto e decide di impedire ai genitori di trasferirsi, nascondendosi per qualche giorno. La bambina non vuole lasciare i luoghi dove gioca serenamente, gli animali, l’amatissimo mare e la spiaggia dove trascorre ore e ore a raccogliere conchiglie. Lucy mette in atto il suo proposito, ma ci sono una serie d’imprevisti. Una buca nel sentiero del bosco dove Lucy si rifugia la tradisce, facendole prendere una storta alla caviglia che le impedisce di muoversi per due giorni e il mare restituisce alcuni suoi indumenti. I Gault credono che la loro figlia sia morta e decidono di partire. Inizieranno un lungo pellegrinaggio in Europa, prima in Italia, poi in Svizzera, senza lasciare un recapito e senza avere mai più contatti con l’Irlanda. Lucy viene ritrovata svenuta dai custodi della villa e cresciuta da loro.
La trama del libro parte da questo episodio e si snoda intorno ad esso. La malinconia è il filo conduttore del romanzo: la malinconia di Lucy per aver deciso di scappare, la malinconia dei suoi genitori quando ripensano alla figlia, credendola morta.
Lucy prova un grandissimo rimorso per essere stata egoista decidendo di scappare e, per tutta la vita, punirà se stessa per questo fatto. Anche quando l’amore si affaccerà nella sua esistenza, Lucy farà un passo indietro perché non ha ancora ottenuto il perdono dei suoi genitori. La sua vita che trascorrerà nell’attesa.
L’autore descrive tantissimo l’Irlanda, il mare, i pascoli, la natura, i sentimenti dei personaggi. Lo stile è scorrevole e la lettura scivola via veloce. Tuttavia ho notato un calo della liricità del racconto nella seconda parte del romanzo. E’ un libro triste e malinconico che a me è piaciuto tantissimo.
William Trevor è irlandese, nel 1946 ha studiato storia a Dublino e ha scritto numerosi romanzi e sceneggiature per la radio e la televisione, alcuni tratti dai suoi libri.
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