Dilettante della poesia, un amico poeta mi ha donato un libro di poesie, non sue, chiedendomene un giudizio, si tratta di una silloge di moderni giovani poeti e questa è la mia opinione sullo stato della
poesia in Italia, che desidero sottoporre al
giudizio dei letori di Shvoong, essendo il problema di non poco conto. Sarò grato a tutti coloro che vorranno espormi la loro opinione anche criticamente feroce.
Grazie!
Caro amico,
eccole il giudizio ruspante che le ho promesso sul gradito libro che mi ha inviato. Ho titubato molto perchè, conoscendo bene i miei limiti, sono stato assalito dal dubbio di incompetenza nel
giudicare su questo, visto la mia approssimativa cultura e in più raccogliticcia, infine ho concluso che se a giudicare sono abilitati solo coloro che sanno tutto, il giudicare sarebbe solo prerogativa di Dio, e notato che il giudicare tra le turbe, e non, è di gran lunga più frequente dell'operare, ho finalmente deciso d'incanalarmi anch'io nella grande fogna.
Dunque le dirò subito che non mi piace questo libro come testo poetico, perchè non lo riconosco come tale, e qui è necessario intenderci : cosè la poesia? Cosa io intendo per poesia?
Credo che la poesia sia un'arte che comunica in tre fasi, sia ascoltata o letta personalmente: prima è musica che allieta le trombe d'Eustacchio, dopo è emozione che musicalità e contenuto, uniti, trasmettono al cuore, terzo, il
contenuto veicola sapere e idee alla mente.
Non nego che la poesia moderna non trasmetta idee o visioni del mondo, dico che priva dei requisiti
fondamentali manca di capacità di penetrazione nell'animo del lettore, fallendo quindi la sua funzione primaria.
La poesia senza rima, cioè senza musicalità non è poesia è, al massimo, piccola prosa breve, impaginata graficamente come poesia; Un'auto e una bicicletta sono ambedue veicoli, ma certo con caratteristiche ben diverse.
Mi sono fatto un'idea sul perchè si è
giunti a questo obbrobrio (della moderna poesia). Limitandomi all'Italia, che d'altre situazioni non ho cognizione, dirò che, fortunatamente, non abbiamo mai difettato di ottimi narratori o romanzieri, è invalsa però tra loro la vanità di cingersi del lauro di poeti, pur non possedendone il dono, ecco che per non contrastare degli illustri letterati, si è accettata la loro vanità come modernizzazione e si è giunti all'omicidio della poesia italiana.
Il togliere all'arte poetica le sue regole fondamentali, occultare le peculiarità della poesia, ha illuso d'esser poeta ogni imbecille che ha sfogliato un po di grammatica, ed ecco che siamo sommersi di insulsaggini, dirò di più, molti furbetti di nessun talento, buttano giù un piccolo insieme di parole, spesso slegate e incoerenti tra loro, descriventi concetti incomprensibili, e definendo ciò "poesia interiore, psichica, ermetica e con un'infinità di altre definizioni, tanto qualche gonzo ci casca e vengono considerati arcipoeti, perchè molti tra noi abbiamo il malvezzo i considerare elevato tutto ciò che non riusciamo a comprendere; Per darle un esempio nel campo della prosopopea politica, forse ricorderà il successo, non solo soporifero, dei discorsi dell'on. Aldo Moro.
Vi sarà pure un perchè la vendita dei libri di poesia ormai quasi si ferma dopo Pascoli, Trilussa o poco oltre.
Tanto le dovevo.
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