Torna l'evaso da "Alcatraz", che dai bassifondi della città di Roma dipinge un
ritratto impietoso della nostra nazione, dei suoi governanti, della situazione internazionale. Con estrema lucidità ed intelligenza, Jack Folla coglie gli aspetti palesemente più eclatanti della trasformazione sociale e della massificazione delle idee che meglio rappresenta questo ultimo decennio. Il periodo è fin troppo contestualizzato (2003) ed i riferimenti all’allora
capo del
governo sono espliciti ed a tratti irriverenti. Del
resto Cugia ci ha abituato alla sua ruvidezza ed irriverenza, che più che caratteristica stilistica diviene un modo diretto e quindi più efficace di raccontare l’Italia e gli italiani. Ne esce un ritratto spietato di un’Italia in crisi, di una società passiva capace di identificarsi in un capo del governo che promette ma non mantiene. E questo basta. Del resto - come scritto nel libro – non vale così anche per la fede? Esistono defunti tornati indietro per dirci cosa ci aspetta nell’aldilà?
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