Con l’intento di sollecitare tutti gli europei a riflettere di più e meglio su alcuni temi delicati, vecchi e nuovi, il Papa chiama tutti a correggere certi comportamenti e a mutare alcune scelte politiche pericolose per l’intera umanità e lo fa scrivendo l’ennesimo libro avvincente e culturalmente stimolante dal titolo “Europa” - ed.San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2005, seconda edizione - ove il Cardinale Joseph Ratzinger, già Benedetto XVI dall’aprile 2005, incomincia subito a trattare il tema dei confini europei, perchè il vecchio continente può essere delimitato in vario modo e l’attuale sistema geo-politico non offre l’unica ripartizione possibile: tant’è che l’autore assicura che l’Europa, oltre ad essere un continente, è anche “un concetto culturale e storico.”, avvalorando in tal modo la storia, che mette in luce un’identica appartenenza culturale e religiosa alle terre che si affacciano sul Mediterraneo: infatti, Europa, Asia e Africa sono indissolubilmente unite dal passato remoto! Successivamente, l’illustre scrittore denuncia alcuni aspetti negativi della cultura presente, come il fatto che l’uomo diventa sempre più un “prodotto” di se stesso, cedendo al desiderio imprudente di ottenere una perfezione artificiale e scartando al contempo chi non rientra in determinati parametri, scelti da una ristretta élite; cosicché, quasi a monito, scrive che “La scienza può anche servire alla disumanità…” e invita tutti gli uomini a rifiutare compromessi, che penalizzerebbero l’intero genere umano, in quanto esistono
valori che non possono essere decisi dalla maggioranza, perché preesistenti all’uomo stesso. Anche il lettore meno attento sarà colpito senz’altro da alcuni passaggi contenuti nel terzo capitolo, in cui il Pontefice con semplicità, ma anche con grande schiettezza, esterna il proprio pensiero, memore dell’esperienza di giovane tedesco, testimone oculare del diabolico impero di Hitler, un sistema totalitario, finalizzato a distruggere l’umanità, nato e sostenuto democraticamente da una maggioranza miope. Solo in quest’ottica, cioè tenendo conto del Suo triste passato, che però Lo ha portato a conoscere meglio l’animo umano, si può comprendere la Sua completa sfiducia nel pacifismo assoluto: “Se mai c’è stato un caso evidente nella storia di bellum iustum è proprio questo: l’azione degli Alleati andò a vantaggio anche di coloro contro il cui Paese fu condotta la guerra.”. Sempre nel medesimo capitolo, il Papa esprime anche la Sua gratitudine ai “padri” dell’Europa (Churchill, Adenauer, Schumann, De Gasperi): testimoni cristiani valorosi, pronti a sacrificare la vita per il bene comune. Un altro passaggio delicato del testo riguarda indirettamente il rapporto tra il Cristianesimo e l’Islam: tema da anni molto caro a Benedetto XVI, preoccupato com’è sempre di responsabilizzare i Cattolici sul rischio di perdere i fondamenti della propria fede, concedendo impropriamente spazio ad altri valori, rinnegando i propri. Occorre riconoscere l’esistenza di alcune differenze profonde, che segnano queste due religioni, in particolare il rapporto fede-politica: “La
fede cristiana – seguendo la via aperta da Gesù – ha bandito l’idea della teocrazia politica” e, per spiegare meglio il concetto, il Papa dona un’interessante interpretazione del passo evangelico sulle tentazioni di Cristo in cui, a Suo dire, proprio opponendosi al demonio, Gesù sostiene valori quali: “il rifiuto della teocrazia politica, la relatività dello Stato, il diritto proprio della ragione e allo stesso tempo la libertà di scelta data ad ogni uomo.” È un bagaglio valoriale enorme e fondamentale al contempo, che costituisce l’opzioni decisiva per ogni essere umano. Il Pontefice dichiara che lo Stato deve essere laico, perché è proprio della sua natura la sussistenza di un’ “equilibrio tra ragione e religione”, ma, poi, forse in un’ottica di collaborazione fattiva, rivolge un invito al variegato
mondo musulmano e ai Cristiani tutti asserendo che “…. non troveremo la via della pace senza riflettere nuovamente sul Dio della Bibbia….”. Leggendo queste pagine ci si rende presto conto che è molto difficile scegliere un’unica frase particolarmente rappresentativa, per orientare le scelte del pubblico, poiché sono numerosissime e ricchissime le affermazioni che ne riempiono le pagine: si può dire, comunque, che le parole scelte da Benedetto XVI per consolare gli animi, regalano tanta serenità: “sebbene Dio lascia molto spazio alla libertà che sceglie il male….Egli non permetterà mai che il mondo cada completamente nelle sue mani……Il mondo appartiene a Dio e non al male, per quanto questo possa guadagnare terreno….”.
Altre recensioni su Europa