Diario di guerriglia scritto sul
campo tra il 7 novembre 1966 e il 7 ottobre 1967. Siamo in Bolivia, Che Guevara
(detto Il Che) raggruppa uno sparuto
gruppo di uomini per capovolgere il
Governo boliviano; l’intenzione è far nascere la rivoluzione dal basso, tra i
contadini, per poter essere numerosi e forti. Il popolo tuttavia mostra
diffidenza ed il territorio è ostile a causa del controllo dell’esercito e
della scarsità di viveri. Costretti a cacciare per vivere, ma insieme obbligati
alla clandestinità per non farsi catturare, i giorni passano tra agguati,
tentativi di propaganda, risoluzioni dei conflitti interni al gruppo, ricerca
del cibo, lotta alle malattie.
Molto distante dal
comandante teorico, Che Guevara si mostra
valoroso e deciso comandante, fermo nella
propria autorità e nelle proprie strategie militari, inflessibile con chi
sbaglia, rispettoso del nemico quanto del popolo boliviano. Chilometri di
cammino percorsi in un terreno difficile, continue delusioni per l’indifferenza
dei boliviani, ecco il volto della spedizione in Bolivia.
La
Bolivia vedrà la morte del
valoroso comandante, paladino senza confini dell’indipendenza e
dell’autogoverno dei popoli, guerrigliero convinto dell’importanza della forza
militare per sconfiggere le dittature. La sua azione e le sue idee guidano
ancora oggi miliardi di giovani in tutto il mondo, desiderosi di un
mondo più
giusto e libero dalle dittature.
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