Lo storico Douglas Brinkley (della Tulane University) ha riunito e organizzato una selezione dei quaderni diaristici risalenti al periodo cruciale dell'esistenza di Kerouac: dal 1947 al 1954. In queste
pagine emerge un
giovane autore pieno di ambizione impegnato nei ritocchi finali al suo primo romanzo, 'The Town and The City', e che sta intrecciando nuove fondamentali amicizie: con Allen Ginsberg, William Burroughs e Neal Cassidy. Questi diari, che costituiscono un vero e proprio "ritratto dell'artista da giovane", mettono in luce uno spirito sensibile che cerca di fare i conti con i propri numi tutelari letterari e con i propri progressi come autore.
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Fortemente influenzato all'inizio da Thomas Wolfe, Kerouac scrisse il suo primo
romanzo 'The Town and the City' ('La città e la metropoli', 1949), inspirandosi ai ricordi dell'infanzia. Opera monumentale di mille e più pagine compilata di getto, fu poi ridimensionato, non alterando però la facoltà dell'autore di rappresentare con fotografica precisione i dettagli della vita quotidiana, colta nella sua meravigliosa semplicità. Inoltre, nonostante la prolissità dovuta evidentemente all'ispirazione autobiografica, il romanzo segna un deciso tentativo di gettare le basi di un nuovo tipo di prosa, "spontanea" (come l'ha definita egli stesso), più parlata, senza regole sintattiche, paratattica; sostituisce alle virgole ("quasi sempre inutili") e ai punti trattini e parentesi che ricordano gli staccati improvvisati del jazz, quindi senza un apparente filo logico. Questo sperimentalismo, che in un certo senso oltre a essere la caratteristica principale di Kerouac è anche il suo limite, viene giustificato dall'autore come ricerca di una verità misteriosa (sospesa tra Buddhismo e Cristianesimo) attraverso la scrittura.
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Titolo originale: The Windblown World: The Journals Of Jack Kerouac 1947-1954
Edito da: Viking Books (ott. 2004)
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