Secondo libro della trilogia con protagonista il reverendo Joseph Reavley, è "Giustizia in prima linea".
Stavolta teatro della vicenda è la prima
guerra mondiale. Joseph svolge la sua funzione di cappellano per l''esercito inglese in prima linea sul fronte di Ypres, in Belgio, soggetto all''inarrestabile invasione tedesca. Il Belgio è alleato dell''Inghilterra e questa non ha potuto esimersi dall''accorrere in aiuto, reclutando, oltre ai
soldati in forza nell''esercito, almeno un milione di nuovi volontari. Questa guerra è terribile e la forza del nemico si rivela molto superiore alle aspettative degli avversari.
L''autrice ci trasmette con vivide immagini e con una forza narrativa notevole l''atrocità delle perdita di
giovani vite, delle ferite, della fame, della sporcizia e dei sacrifici immensi patiti da chi è al fronte. Viene descritta la vita nelle trincee, fatta di momenti di
attesa, di duro lavoro e crudeli battaglie: la sensazione di claustrofobia nelle gallerie scavate nel terreno, l''umidità, il freddo e il gelo,i topi, e la paura che da un momento all''altro il soffitto crolli per
morire soffocati.
Ed altrettanto terribili sono le battaglie, in cui giovani uccidono altri giovani,dove molti muoiono dopo ore di agonia imprigionati nel filo spinato, o per proiettili vaganti, o per granate, fuoco nemico o per il gas.
E questo, e molto altro, è ciò che vorrebbe raccontare il giovane ed ambizioso corrispondente di guerra Eldon Prentice.
Arrogante e dotato di nessuna sensibilità verso il prossimo, ma con unico interesse nel proprio obiettivo di narrare nei minimi termini la vita di trincea, Prentice viene assassinato. Molti avevano motivo di odiarlo, per motivi morali.
Si era dimostrato insensibile alle mostruose ferite riportate da un giovane soldato, aveva fatto in modo che un geniere finisse alla corte marziale, col sospetto di ferite autoinflitte per garantirsi il congedo. E soprattutto, forte della sua parentela con il generale Cullingford (figlio della sorella di quest''ultimo), pensa di poter ignorare la censura inglese narrando nei minimi dettagli la storia della terribile
morte e vita dei soldati in trincea.
E'' invadente, insensibile, fa domande non gradite ai soldati e dimostra di non saper apprezzare la forza morale di chi si trova in guerra, dei sacrifici che sono costretti a sopportare e del coraggio che in qualche modo devono riuscire a trovare, per sopravvivere e per lottare per un futuro migliore.
Il pensiero del protagonista, Joseph, che è poi il messaggio della scrittrice, è di triste inevitabilità: questa è una guerra che non si può evitare di combattere. Viene spiegato a chiare lettere che chi desidera la guerra è un pazzo, ma che in questo caso, in questa situazione storica, scegliere di non combattere, o fare in modo di
arrivare alla sconfitta ed alla resa, condurrebbe ad una situazione ancora peggiore. Lo scopo di Prentice è infatti quello di raccontare la vita di
trincea in modo così dettagliato da impedire l''arruolamento di nuovi soldati, che, terrorizzati dai suoi racconti, eviterebbero di sicuro di partire volontari. Questo costringerebbe l''Inghilterra, proprio perchè priva di uomini, alla resa. Certo, finirebbe la guerra, ma quale sarebbe il prezzo da pagare? La resa totale all''esercito tedesco, la perdita della propria lingua, delle proprie tradizioni, una
vita da invasi, magari prigionieri o deportati.
Per questo a nessuno importa che Prentice sia stato assassinato,
anzi i soldati pensano che abbia avuto quel che si meritava, con la sua incapacità di comprendere i valori che la vita di trincea costringe ad affiorare: l''amicizia che lega i soldati, la solidarietà che spinge gli uni a morire per salvare la vita agli altri, il valore ed il senso dell''onore, la capacità di sopportazione.
La guerra è un incubo, sono tutti d''accordo. E molti soldati, sia
tedeschi che inglesi, sonore responsabili della morte di giovani vite, seppur per difendere la propria. Ed è per questo che Joseph, per il principio morale di non mischiare una morte per assassinio a quelle per causa di guerra, cercherà di far luce sull''omicidio di Prentice.
Il thriller si mescola quindi alla storia, con un ottimo risultato narrativo, capace di dare emozioni e partecipazione al lettore, e rimane sempre sullo sfondo la vicenda personale di Joseph e dei suoi fratelli, nella speranza di scoprire l''artefice dell''alto tradimento (titolo al primo libro della trilogia) causa anche della morte dei suoi genitori: l''ombra del Mediatore, dell''uomo capace di manovrare i destini di molti e di tentare, con ottimi tentativi, di cambiare l''esito della guerra, sarà una presenza inquietanteanche in questa vicenda.
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