Sarà che i paesi del
Nord mi hanno sempre attirato, con la loro atmosfera per noi (o, almeno per me) quasi surreale, fatta di foreste immense, lunghe distanze tra case e villaggi,lunghissimi inverni, freddo, laghi solitari e notti senza fine, che non posso fare a meno di immergermi completamente in quel mondo, ogni volta che
leggo un libro di Mankell. Perchè le sue storie non potrebbero esistere se non ci fosse, almeno per un certo periodo della narrazione, un''ambientazione del genere.
Ed in questo libro in particolare i personaggi, vittime e carnefici, si incastrano alla perfezione in questo paesaggio,quello di Härjedalen, magnifico paesaggisticamente parlando, ma solitario, misterioso ed eterno.
A fine ottobre del 1999, in uno sperduto casolare viene ritrovato il cadavere di Herbert Molin, ex poliziotto in pensione.L''assassinio si è svolto in modo macabro, con una furia cieca, quasi si trattasse di un''esecuzione o di desiderio di vendetta. Herbert Molin era un uomo solitario, che aveva paura di qualcosa, frustato a sangue, snidato dalla propria abitazione con lacrimogeni e lasciato nudo ai margini della foresta. E le sue sofferenze sono durate molto a lungo. In più, a complicare la faccenda e a renderla ancora più strana ed inquietante, è che vengono ritrovate tracce di sangue sul pavimento,impronte di scarpa che seguoni i passi del tango, praticamente il morto è stato invitato a ballare.
Stefan Lindman, poliziotto che ai tempi aveva lavorato con Molin, scopre di essere ammalato di cancro alla lingua. Non sa ancora se guarirà o no, e si sottopone alle terapie. Pur di non pensare alla malattia, lui che
vive più a sud in Svezia, farà un viaggio al nord per aiutare nelle indagini la polizia locale.
E così parallelamente all''universo aperto dalla misterioso assassinio di Molin, si apre anche quello delle
riflessioni di Lindman sulla morte,sul proprio passato e su cosa essa comporta e su cosa si va a perdere.
Nel frattempo gli eventi incalzano: viene scoperto che nei pressi della casa di Molin è stata piantata una tenda, da qualcuno che si nasconde, e trova rifugio nelle foreste e muore anche un vicino di casa di Molin e viene alla luce un''amicizia con una donna misteriosa, che non esce mai di casa, che abbraccia le idee politiche spaventose del nazismo.
Ed una stessa uniforme nazista trovata a casa di questa donna, Elsa,
appare anche a casa di Molin.
Altre riflessioni ed eventi si intrecciano, la criminale ideologia nazista è il luogo ove affonda le radici questo terribile delitto. Ma quel folle delirio che l''Europa ed il mondo intero
aveva condannato senza appello come il Male Assoluto, non riguarda solo il passato, comprende anche il futuro.
Appare con sgomento il pericoloso fenomeno della diffusione, con rinnovato vigore, di ideologie neonaziste, perpretata dai figli (e nel romanzo, quelli di Molin??) che seguono la scia dei padri. Si riprende e si riflette su un periodo dolorosissimo della nostra storia, con il protagonista che si rende conto, amaramente, che non è affatto sepolto. Questo giallo è il primo dopo la lunga serie con protagonista Wallander. E'' stato premiato come migliore giallo europeo e da esso sono stati tratti tre film (il terzo in preparazione).
Mankell ha scritto non solo romanzi gialli, è uno scrittore e regista teatrale, molto impegnato socialmente e civilmente, in prima linea nella lotta all''AIDS e vive tra la Svezia e il Mozambico.
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