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Falange Armata

Summary rating: 2 stars 1 Recensione
Autore : Carlo Lucarelli
Review by : zstefy
Visite : 81  parole: 900   Pubblicato il: gennaio 14, 2008
"Falange armata" è un breve romanzo noir, di 141 pagine, ambientato nella Bologna dei primi anni ''90, oscura e borghese, che nasconde bubboni come quello della "Uno bianca". Precisazione dell''autore è che questo libro è è stato scritto nel 1992, mentre i colpevoli dei delitti della "Uno bianca" sono stati svelati nel ''94.
Coincidenza che la vicenda qui narrata sia simile? Oppure i noir e i galli qualcosa della realtà sono capaci di raccontare?
Sicuramente reale è il personaggio di Coliandro. Quanti hanno le sue caratteristiche o almeno una delle sue?
Certo, lui le racchiude in un''unica persona, ed è questo che suscita le reazioni del lettore, belle o brutte che siano. Coliandro le ha proprio tutte, o quasi..
E'' maschilista allo stato puro: quando è di fronte ad una bella
donna, magari poco vestita, pensa subito che sia una poco di buono, che le donne le violenze se le vanno a cercare, e che l''uomo magari proprio non riesce a trattenersi, e c''è da capirlo, "poverino", se loro si spogliano..
In più non riesce a nascondere che le guarda.. fissa una scollatura, un paio di gambe scoperte e viene sempre colto in flagrante.
E'' razzista: di fronte ad una rapina, pensa subito che il delinquente sia il marocchino, o lo straniero di turno, e mena pure le mani, facendo sempre misere figure.
E'' istintivo, manesco, diretto: gli piacciono le azioni, le sparatorie, le scazzottate. Vede Terminator 2 e si infiamma. E senza nulla togliere a questo film, la sua cultura cinefila non va oltre. così come le sue letture, che vanno dal porno, ai giornali su armi e macchine. E ovviamente ha una macchina con un motore potente e truccato. E cosa gli piace fare?andare su per i colli a tutta velocità, oppure caricarsi in macchina una prostituta e poi tirare fuori il tesserino e farle passare un brutto quarto d''ora.
Però ha paura di quelle di colore, che "menano". Pure codardo ed un pò meschino..Ed anche arrongante e sboccato.
Il linguaggio è forte, colorito e pieno di epiteti e parolacce. Può essere un difetto della narrazione, ma nel personaggio, così come è descritto, ci sta.
Proprio non ce la Fa a fare il poliziotto dall''intelletto fine, che usa la psicologia o la diplomazia. Va avanti come un carrarmato, passa e, dove passa, fa danni. Perchè ovviamente, non avendo un cervello fino anzi, essendo proprio un pò ottuso ed ignorantello, finisce sempre per fare qualche brutta figura o cacciarsi nei guai, seri e meno seri.
E'' ed proprio quello che succede in questo noir. Coliandro è assegnato all''Ufficio passaporti, ove non sa sbrigare pratiche che lui stesso firma ed autorizza e inserisce in un computer che non sa usare, però viene mandato una domenica pomeriggio a fare un turno di sorveglianza allo stadio. Perchè?Perchè ha preso a sberle un tossico,
che invece era un carabiniere infiltrato. Così il questore, che, a ragione, ce l''ha con lui ma lo sopporta malvolentieri perchè amico di suo padre, morto in un attentato bomba ad un magistrato, gli assegna quel compito per punizione. Peccato che allo stadio..Marchino, un naziskin, ammazza un poliziotto con una coltellata.
Da quell''episodio inizia una spirale di violenza, in cui da sfondo c''è sempre una Uno che genera morte: vengono pedina testimoni scomodi ed ammazzati senza pietà. In carcere viene ucciso Marchino, che prima di morire, quando viene portato in questura, singhiozza che arriva il "Francese per i negri" e che suo fratello "sta con il professore". Queste sono le frasi che contengono la chiave per riuscire a districarsi nella serie di morti ammazzati
che seguiranno: altri poliziotti, extracomunitari, naziskin.
E Coliandro si troverà dentro fino al collo, perchè anche se è ottuso, è onesto, e se sente di dover fare una cosa la fa, a costo di ficcarsi in un mare di guai, pur di scoprire la verità. Quasi a proteggerlo, ma sicuramente ad aiutarlo è Simona.. alias Nikitaunghe gambe, che ha delle conoscenze nel mondo dei naziskin.
A lei Coliandro si rivolge per avere delle informazioni ed involontariamente la coinvolge, facendole rischiare la pelle. Per fortuna Nikita è superiore a lui, in scaltrezza, cultura e modi di pensare.
Non è Coliandro l''eroe della vicenda, se così lo si può definire,ma è lei. Lo tira fuori dai guai, lo guida, e lo aiuta. Senza di lei sarebbe morto, letteralmente.
E cosa è peggio per Coliandro se non avere come guida una donna, bella e sicuramente più intelligente e brillante di lui, ed anche punk?
Nikita va all''università e studia lingue, specialmente il giapponese, e lui a mala pena è arrivato al diploma di ragioneria, sempre rimandato a settembre.
E'' umiliante per Coliandro, e il lettore, se prova antipatia per il personaggio, prova una sorta di rivincita.
Se invece gli è comunque simpatico, nonostante i suoi difetti, magari inizia a provare anche pena, perchè il ritratto dello "sfigato" è proprio completo :-)
E i delitti?Si risolveranno, ma questo, come sempre, lo scoprirete voi se deciderete di leggere questo romanzo.  

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