Cavalla della Notte. E'' lei l''incubo, è lei il terrore. Piccola fantasmina ridente che
abita nella coscienza distrutta dal sonno, che abita il buio dell''istinto. Alberga nelle tentazioni, nel rumore dei rimpianti e delle nostalgie, nella costernazione per il tempo che si vorrebbe fermo e invece corre e ci comanda. L’incubo è in questo conquesto equino, in questo
romanzo di amazzoni e di allevatori di cavalli purosangue, che si snoda tra scuderie e maneggi, ippodromi e piste: tra
corse clandestine e corse di beneficenza. Un
mondo che non conosce, che lo incuriosisce. Il nuovo mondo di Montalbano. Che spiazza il commissario. Tutto ruota attorno alla carcassa rapita di un
cavallo da corsa. E a un cadavere ritrovato seminudo, con un proiettile in corpo, lasciato in pasto ai cani. Un romanzo, due romanzi. Che si fondano e si chiudono l’uno nell’altro. Le
piste si intrecciano e si confondono. Ciò che sembra dritto, si rivela rovescio. Montalbano cavalca un incubo. Ha paura. Dell''animale reale ma soprattutto del mondo che porta con sè. Sente la bestia sotto di sé. Ma forse è lui stesso un “cavallo” condotto da eventi che non sa decifrare. Ci vorrà un pò. Ma alla fine si ritroverà. Tornerà ai consueti strtagemmi, ai suoi trucchi. E ancora una volta saprà ricomporre una bellissima storia. E poi raccontarsela, raccontarcela.
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