Henning Mankell, uno dei più grandi scrittori di
gialli del nord Europa, vive tra l'Africa e la Svezia, suo paese d'origine.
Ha scritto numerosi gialli, tradotti in molte lingue, creando il personaggio di Wallander, un poliziotto un po' sgualcito, ma anche profondamente umano, nelle sue debolezze, nei suoi piccoli vizi, nei suoi sentimenti.
In "Muro di fuoco" Wallander e la sua squadra si trovano implicati in un intrigo che partendo dalla regione
svedese della Scania, prende
poi connotati internazionali, toccando in modo particolare l'Africa e più precisamente l'Angola.
Il vero protagonista del libro è il computer, tramite il quale un gruppo di persone, capitanate dal misterioso signor C. vuole distruggere la finanza mondiale.
In un crescendo di mistero e di suspence, si passa dalla morte di un povero taxista a quella misteriosa di un uomo d'affari svedese, a quelle terribili di due giovani, un ragazzo e una ragazza.
Le morti, sono chiaramente collegate tra loro, ma il trait d'union non è facile da individuare.
Wallander sembra via via avvicinarsi alla verità per poi allontanarsene di nuovo, solo alla fine, dopo vicende che lo coinvolgeranno in prima persona emorivamente e sentimentalmente, troverà il bandolo della matassa, aiutato anche da un giovane haker svedese che riuscirà ad aprire le porte di un complicatissimo "muro di fuoco" informatico.
Avvincente e ben costruito.
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