Uno dei capolavori del cinema italiano, nelgli anni '60, è sicuramente Divorzio all'italiana, di Pietro Germi. Il
film rappresenta una critica spietata alla mentalità siciliana, che regolava il tradimento di uno dei due coniugi, con il cosiddetto "delitto d'onore".
Marcello Mastroianni, il protagonista di questa
commedia dal sapore agro-dolce, è il barone Fefé, e, invaghitosi della
cugina (Stefania Sandrelli), architetta un piano diabolico per sbarazzarsi della moglie e risposarsi con la cugina.
Ma, chi di
sesso ferisce di sesso perisce: questa è la morale del film, con la memorabile scena del piedino tra Stefania Sandrelli e un marinaio che traghetta i due sposini in viaggio di nozze.
Il film ebbe un successo non immediato ma duraturo: vinsero il premio Oscar come migliore soggetto e sceneggiatura straniera originale Ennio De Concini, Pietro Germi e Giannetti, il prezioso collaboratore del regista genovese.
Divorzio all'italiana diede il nome alla "commedia all'italiana" e tutt'oggi è considerato una delle commedie più brillante di quella irripetibile stagione cinematorgrafica
italiana
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