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Sommari e brevi recensioni

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Storia di una Capinera

di : ilfilosofo    

Autore : Giovanni Verga

Scritto da Verga nell'estate del 1869, questo breve racconto, composto in forma epistolare, nasce

dal ricordo di un episodio reale della vita dello scrittore. Rifugiatosi in campagna, ancora 15enne a causa di una grave epidemia di colera, il giovane conosce una ragazza più grande di lui destinata a prender presto i voti perpetui e ad entrare in clausura. Il ragazzo si innamora della giovane ma questa è costretta a tornare in convento.  Questa è anche la trama del racconto. Maria, entrata in convento a soli sette anni, in seguito alla morte della madre, mentre il padre sposa una donna ricca per far fronte in questo modo ad una situazione di indigenza, a diciannove anni, per la prima volta esce dal convento a causa di epidemia di colera che flagella Catania e si rifugua in campagna, a Monte Elice con il padre, la matrigna e i fratellastri, Gino e Giuditta. Il racconto nasce completamente dalle lettere che Maria scrive all'amica e compagna di convento, Marianna, destinata però a non prendere i voti. Nelle prime lettere Maria manifesta una gioia ed una felicità quasi infantile per le bellezze del creato che non aveva mai veduto ma al tempo stesso dinostra paura e disagio per quella vita mondana nella quale si è trovata improvvisamente: ha paura di ballare, trema se solo qualcuno la guarda, arrossisce per ogni parola che i signori Valentini, amici dei suoi, le rivolgono specialmente il figlio di questi Nino. Ma col passare dei giorni la vita fuori dal convento le appare sempre più bella, più degna di essere vissuta: avere una famiglia, crecere dei figli, non sentirsi imbarazzata al cospetto di un uomo, soprattutto al cospetto di Nino che quando le parla la fa trasalire. E fra due nasce l'amore, un amore fatato di sguardi, di sorrisi e parole non dette che, però in qualche modo mette in allarme i suoi e la famiglia Valentini. i due giovani sono isolati e Maria, dopo una lunga malattia, deve far ritorno in convento senza più poter rivedere anche per un solo istante il suo Nino. Ma ella arebbe accettato con rassegnazione il suo destino se non avesse saputo che il suo Nino sposerà la sua sorrellastra Giuditta. Ella prende i voti ma l'insofferenza per la vita monacale diventa sempre più insopportabile fino alla pazzia, fino a renderla inviddiosa dei suoi e di tutti quelli che vivono nel mondo, fino ad augurare al Padre e alla Sorelle le sue stesse sofferenze. Terrorizata al pensiero di essere rinchiusa nella cella delle pazze insieme a suor Agata che ci sta da molti anni, muore per la disperazione. Prima di morire chiede a Suor Filomena, che consegnava tutte le lettere alla sua amica Marianna, di consegnare al suo Nino ujn crocifisso d'argento, le sue ultime lettere e tre petali di rosa; ma la suora, dopo aver superato la censura della madre Badessa con uno stratagemma, consegna tutto all'amica Marianna: Nino non saprà mai che Maria è morta consumata dall'amore per lui.


Pubblicato il: settembre 21, 2008
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