‘Dubliners’ è una raccolta di short stories scritte dal ribelle della letteratura, James Joyce. Egli, dal suo punto di vista, schizza l''immagine di Dublino sporca, povera ma piena di vita.
Ritrae i cittadini della sua città natale, dal primo
racconto “The Sisters” nel quale un ragazzo s''imbatte nella città della morte fino all''evocativo racconto finale, “The Dead”. Questa collezione di 15 racconti è una riflessione assolutamente realistica della “dear dirty Dublin” (cara sporca Dublino) e, come Joyce stesso disse , una finestra attraverso la quale i suoi concittadini possono avere “one good look at themselves” (un buon sguardo a se stessi). Dubliners riflette gli anni colpiti dalla povertà dell''esilio di Joyce. Le storie potrebbero essere viste come semi-autobiografiche. Alcune storie sono piene delle discussioni coniugali negli stretti quartieri (una riflessione vicina della sua
vita con Nora,sebbene non si fossero mai sposati poichè Joyce rifiutava l''istituzione del matrimonio per la sua protesta contro la chiesa Cattolica Romana). “A Little Cloud” scritta alcuni mesi dopo la nascita di suo figlio manifesta la frustazione della nuova paternità poichè il marito, privato delle sue ambizioni, cede il suo primo posto nell''affetto di sua moglie al figlio. Nei racconti Joyce evoca anche immagini della sua gioventù come in “An Encounter” e “Clay”. Dubliners, comunque, non è un esercizio di nostalgia.Non è un ricordare con rabbia. Joyce ritrae i suoi concittadini come ubriachi, imbroglioni, picchiatori di bambini, vanitosi, chiaccheroni e calcolatori: tutti fallimenti, della gente che è incapace di cogliere le opportunità che la vita offre loro e che come in “Araby”, impedisce al
giovane di cogliere le proprie. La
storia preferita da Joyce in Dubliners è “Ivy Day in
The Committee Room”. E'' un racconto ironico di politici poco politici, uomini la cui devozione ai candidati viene solo dopo il proprio benessere. La storia è un''utile lettura per chiunque è interessato all''odierno tormentato stato delle relazioni fra l''Irlanda e la Gran Bretagna. “A Mother” è la storia della vita pubblica. In “Clay” una minuta Maria che sta invecchiando, direttrice in una cucina lavanderia, cerca bendata in una festa l''anello(matrimonio). Invece diventa cadavere (morte). “The Dead” è il racconto più autobiografico di Joyce- una visione ironica di cosa sarebbe diventato se fosse rimasto in Irlanda. La storia narra il racconto del protagonista, Gabriel Conroy,un profesore di Dublino con ambizioni letterarie e il suo amore per Gretta e la gelosia per la sua nascosta passata vita, quando era innamorata di un ragazzo morto giovane. Questo porta magnificamente alla maggiore affermazione del libro: che in Irlanda i morti sono perfetti; i vivi fallimenti. Dubliners non è una visione di disperazione, ma è il libro da portare su un isola deserta; la centesima lettura rivela tante scoperte quanto la prima. I suoi personaggi sono allo stesso tempo prettamente Irlandesi e sommariamente universali. Joyce come giovane artista sa esattamente cosa stava facendo e il risultato è questo semi-autobiografico lavoro magnificamente confinato.
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