Costretto ad abbandonare
l’università a causa della propria precaria condizione economica, il giovane
Raskolnikov, proveniente da una famiglia piccolo borghese, decide di uscire a
qualunque costo dalla sua situazione disperata e senza scampo. Vittima dell’influsso
di alcune teorie diffuse in quel periodo (la teoria dell’uomo non comune o superuomo, capace di commettere qualunque
gesto per il bene comune), arriva alla conclusione di dover commettere un
delitto: la persona prescelta è una
vecchia usuraia, malata, crudele, meschina,
che tormenta la propria sorella e si arricchisce sulle miserie altrui, una
persona insomma la cui morte rappresenterà solo un vantaggio per tutti.
Uccidendola e derubandola, Raskolnikov avrà la possibilità di finire gli studi,
di evitare alla propria sorella un matrimonio di convenienza, di assicurare
alla madre una tranquilla vecchiaia in provincia; infine, di proseguire
onestamente la propria vita.
Trovando ulteriori conferme a
queste teorie nel personaggio di Napoleone, che non esitò a sparare sulla folla
indifesa per difendere la costituzione, Raskolnikov si rafforza nel suo
proposito e porta a compimento il suo progetto. Ma non tutto si realizza come
previsto: lo
studente deve eliminare anche la sorella della vecchia, involontaria
testimone del delitto, e il bottino si rivela scarso.
La fortuna aiuta il protagonista
su altri fronti: miracolosamente non lascia indizi a proprio carico, e il
giudice Porfirio Petrovic, il quale sembra sospettarlo sin dal primo colloquio
voluto con spavalderia dallo stesso Raskolnikov, non riesce mai a coglierlo in fallo durante
i vari interrogatori condotti con straordinaria finezza psicologica. Nonostante
le circostanze favorevoli, lo studente, sempre più preoccupato ed impaurito, sente
vacillare in lui le convinzioni filosofiche da cui aveva tratto forza per
compiere il suo folle gesto: pur rendendosi conto dell’inutilità materiale del
delitto commesso, persiste nel volerlo giustificare, ma sentimenti inattesi e
innumerevoli dubbi cominciano a confondergli cuore e mente in un vortice
tormentoso e insopportabile. Egli si aspetta di essere smascherato da un
momento all’altro, e la paura lo perseguita anche quando inaspettatamente si consegna
alla polizia come autore del delitto un certo Nikolai. L’isolamento dal
consorzio umano, ricercato nel tentativo di proteggersi, risulterà a
Raskolnikov altrettanto insopportabile: a poco a poco si fa strada in lui la
consapevolezza di non avere altra via d’uscita che confessare il delitto ed
accettare la punizione.
In questo duro percorso gli viene
in aiuto Sonja, una ragazza che si prostituisce per mantenere la sua famiglia,
ma che pur conserva una sensibilità morale profonda e sostenuta dalla fede
cristiana. Davanti a tanta semplice onestà il gelido orgoglio del
superuomo crolla: con Sonja Raskolnikov riesce ad aprirsi e a parlare del proprio dramma.
Grazie al consiglio e al sostegno della ragazza lo studente trova il coraggio
di andare in commissariato a denunciarsi: ma solo grazie all’amore e alla
presenza di lei, che lo segue fino in Siberia dove la pena verrà scontata, che
Raskolnikov compirà un autentico cammino di
purificazione al di là di ogni
ideologia.
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