In questo “racconto lungo” l’autore ci accompagna a
conoscere il mondo nascosto del suo protagonista, un uomo fallito
che vive in
solitudine e mediocremente, afflitto da quella che chiama la sua malattia: una
coscienza ipertrofica, un'' abnorme e tormentata interiorità. La narrazione
si divide in due parti: “Il
sottosuolo” e “A proposito della neve bagnata”.
Nella prima parte, al riparo della propria anima, il
narratore sviscera in ogni senso le proprie meschinità e debolezze, fino ad
arrivare a goderne: in un gioco crudele con se stesso, chiama il lettore a far
parte di un immaginario gruppo di interlocutori con il quale polemizza, conducendo
un dialogo lucido e disperato. Tra provocazioni e contraddizioni, il protagonista
invita tutti a considerare la propria spregevolezza e quasi a sottoscriverla, inventando scuse o difese per poi smaschersi
da sé con ostentata soddisfazione. Dostoevskji
crea per il suo personaggio un
linguaggio volutamente trasandato, drammatico nella sua credibilità.
Nella seconda parte il protagonista racconta alcuni episodi
della sua vita, contraddistinti dal tentativo, destinato a fallire, di trovare
calore umano: una cena tra vecchi compagni di scuola finito in litigio e
l’incontro fatale con Liza, una prostituta alla quale lascia intravedere la
propria anima. Nella realtà deformata
dall’angoscia in cui si muove il protagonista, ogni relazione con l’altro da sé
è destinata a fallire e a procurare nuova sofferenza: troppo profondo e troppo
limaccioso è il sottosuolo di giudizi, pensieri, retropensieri, sogni e incubi
che inseguono i passi del narratore e lo dividono da ogni essere umano. Nel
momento in cui una scintilla di disperazione raggiunge, facendosi luce, il
cuore di Liza, una forza crudele e invincibile lo costringe ad allontanarla per
sempre. L’uomo del sottosuolo si condanna da solo alla propria tormentata
solitudine, come ad un destino inevitabile.
Un racconto che mi ha commosso, coinvolto, infastidito ed
emozionato: come in altre opere dostoevskjiane, è impossibile non stupirsi
dell’acutezza psicologica con cui i personaggi emergono dalla pagina per
rimanere nella memoria del lettore come un incontro indimenticabile.