Charlie Bucket è un bambino molto povero che abita con i suoi genitori e i quattro nonni ultrenovantenni in una casa
sgangherata di periferia.
Nella cittadina si trova anche la misteriosa
fabbrica di cioccolata di Willy Wonka, famosissima in tutto il mondo per la creazione di dolciumi alquanto bizzarri e divertenti come i Confetti senza confini e i Croccanti piliferi.
Un giorno, in tutti i giornali appare l’annuncio che il signor Wonka permetterà a 5 bambini fortunati di visitare la fabbrica e come dono speciale sarà fornito loro una scorta di dolciumi per tutta la vita. I fortunati saranno i bambini che troveranno i biglietti d’oro all’interno delle tavolette di cioccolato.
Il primo bambino che vince è Augustus Gloop un grassissimo bambino con l’unico hobby di mangiare a volontà. La seconda vincitrice è la viziata Veruca Salt che a suon di pianti e capricci ha convinto il padre, proprietario di una fabbrica, di impiegare la sue operaie a scartare le tavolette di cioccolata fino a trovare quella fortunata.
Il terzo biglietto ritrovato è di Violetta Beauregarde la quale è un’assidua masticatrice di gomma da masticare e l’appiccica un po’ dappertutto.
Il quarto vincitore è Mike Tivù e come il nome suggerisce, il ragazzo è un gran appassionato del tubo catodico.
Anche Charlie tenta la fortuna per ben tre volte, la prime volta riceve la tavoletta cioccocremolato delizia Wonka al triplosupergusto, la seconda, con i risparmi del nonno, compra il crocconocciolato a sorpresa Wonka e la terza, grazie a una fortuita coincidenza che lo vede ricco di una mezza sterlina riesce a comprare la fortunata tavoletta.
Così i cinque bambini accompagnati da un loro caro si presentano ai cancelli della fabbrica, ad accoglierli un bizzarro signor Wonka. La visita inizia ed è veramente strabiliante, olte sono le invenzioni fantastiche del signor Wonka.
La prima stanza in cui si soffermano è la stanza della cioccolata nella quale scorre un vero fiume di cioccolata calda con una cascata di cioccolata e prati verdi di zucchero mentolato.
Nella stanza, i visitatori si accorgono degli strani operai che lavorano per il signor Wonka: gli Umpa-Lumpa strani esseri non più alti del ginocchio con insolite capigliature che provengono dalla giungla di Lumpalandia. Gli Umpa-Lumpa decisero di prestare manodopera al signor Wonka in cambio di tanta cioccolata. Improvvisamente Augustus Gloop, che si stava ingozzando di cioccolato, viene risucchiato da uno dei tubi che porta direttamente la cioccolata al locale in cui si fabbricano le praline. Il signor Wonka chiede agli Umpa Lumpa di liberarlo, ma per il ragazzo il viaggio è finito. La seconda ad andarsene è Violetta Beauregarde che incoscientemente mangia la sperimentale Gomma da pranzo Wonka e inizia a gonfiarsi come un pallone ed assumere un colorito violaceo. Così è costretta a seguire gli Umpa- Lumpa alla centrifuga.
Nella stanza delle noci, Veruca Salt inizia a fare i capricci perché vuole uno degli scoiattoli che sgusciano le noci e avvicinandosi a uno di questi viene assalita dagli scoiattoli e spinta nello scarico della spazzatura seguita dai genitori che tentano di riacchiapparla.
L’ultimo a combinare un’imprudenza è Mike Tivù, il quale nella stanza del Telecioccolato, viene rimpicciolito e teletrasmesso nella tivù.
Rimane solo Charlie e il nonno. Willy Wonka decide di nominarlo suo erede e gli regala la fabbrica, quindi entrati nel grande ascensore di cristallo volano fino alla casa di Charlie e recuperati i familiari si trasferiscono all’interno della fabbrica di Willy Wonka.
Il libro è divertente e sottende alcuni insegnamenti sottili. A primo acchito sembrerebbero che i bambini vengano puniti uno per l’eccessiva golosità, un’altra per il brutto vizio di masticare la gomma in modo così sfacciato, l’altra per i suoi capricci e Mike Tivù per l’eccessiva esposizione alla televisione. In realtà a venire puniti sono gli stessi genitori dei ragazzi, veri artefici di come i ragazzi sono e si comportano. Esemplare è la caduta nel tubo della spazzatura dei signori Salt che finiscono nell’immondizia con tutte le loro scelte educative errate.