Una donna, decide di scrivere la sua biografia, parlando per la prima volta del suo vissuto.
Non è una vita come tante,
è una vita piena di disagi, costellata da lotte e aspri risentimenti, su di se e sulla sua famiglia. Entra in psicoanalisi, per capire, per risolvere qualcuno dei suoi problemi, per poter parlare, finalmente.
Cerca una specialista che sappia quale sia il suo male, che capisca le origini. Ma non basta. Purtroppo il tunnel della bulimia e dell'anoressia in cui è finita non è ancora conosciuto, non è ancora capito, ed è uno di quei tunnel in cui, la tua droga, il cibo, ti perseguita sempre tutto il giorno, in ogni momento è presente, tutti ne parlano tutti te lo propongono, così nasce l'odio nei
confronti del cibo e nei confronti degli altri. Lei vuole uscire da questo problema, ma è una delle cose più difficili. Un'esperienza dura che ha origine, da problematiche affittive, chi vuole cancellare il proprio corpo rifiutando il cibo, vuole morire lentamente, inconsciamente, vuole dire alle persone che ama, ma che non ti considerano troppo, che non ce la fai più. Scegli un suicidio lento. Ma per fortuna la lotta e il
figlio che avrà le daranno un pò di energia, l'amore. Qualcosa scatta nel suo cervello, e pian piano incredibilmente riesce a vincere lei. Questa malattia le fa vedere la realtà in modo diverso, a volte in modo più reale, e questo le crea un disagio psicologico non indifferente, si è troppo fragili si è troppo leggeri, e la sensibilità aumenta. Passa la voglia di coomunicare si chiude in se, perchè nessuno la può capire, solo suo figlio, carne della sua carne le donerà la forza, la speranza di una vita, fino ad allora vissuta ametà