• Registrati
  • ‎Cos'è Shvoong?‎
  • Accedi
    Accedi
    Memorizza il mio nome utente Hai dimenticato la password?

Sommari e brevi recensioni

.

.

La mia vita

di : Delle Donne Simonetta     

Autore : Ratzinger Joseph
In un centinaio di pagine, Joseph Ratzinger, già Papa Benedetto XVI, ripercorre i momenti più salienti dei suoi cinquant’anni,
dalla nascita, avvenuta il Sabato Santo dell’anno 1927 (16 aprile), alla consacrazione come Arcivescovo di Monaco e Frisinga (1977).
In questo libro, il Papa ci appare come un uomo di carattere, molto attaccato alla sua Germania, innamorato di Cristo e della teologia e legatissimo alla famiglia, in particolare ai suoi genitori, a cui è molto grato per aver appreso tanto, specialmente l’umanità.
Nella prima parte del volume l’autorevole scrittore entra adolescente in seminario (1939) con il fratello e narra la sua vita di soldato e prigioniero, durante la seconda guerra mondiale. Nella seconda parte, il Pontefice offre un panorama dell’ambiente universitario in più città tedesche, avendo insegnato teologia (e non solo) a Monaco di Baviera, Bonn, Münster, Ratisbona ecc…; ci illustra alcune amicizie importanti (es. Rahner) e ci descrive alcuni aspetti dell’esperienza dolorosa del Concilio Vaticano II, avendo vissuto dall’interno tensioni e diatribe, che avrebbero potuto minare la fede della Chiesa.
Chi si occupa di discipline attinenti alla teologia, cristologia ecc… apprezzerà senz’altro tanti riferimenti a fatti e persone sconosciuti ai più, comunque, risulterà chiaro a tutti l’amore che il Papa nutre per uno studio serio e approfondito della teologia, a favore di tutta la Chiesa: basti ricordare che il suo motto episcopale comprendeva alcune parole dalla terza lettera di S.Giovanni, che evidenziano la ricerca della verità, come obiettivo fondamentale della sua vita.
Scorrendo le pagine, colpiscono indubbiamente due aspetti essenziali della personalità del Pontefice, per quanto ci è dato sapere e presupporre tra le righe: si tratta senz’altro di una persona sempre molto attenta agli altri, a quelli che lo circondano, e per questo motivo è sempre grato dei doni ricevuti (tempo, affetto, esperienza ecc…) e, allo stesso tempo, dimostra in più occasioni di essere, al contempo, raccolto costantemente dentro di sé, quindi “adeguatamente” distaccato dal prossimo: si potrebbe dire sempre molto concentrato.
Questo secondo aspetto mi convince del fatto che noi laici dobbiamo stare accanto ai nostri sacerdoti, prima di tutto, senz’altro, con la preghiera, ma, subito dopo, con la vita. Dobbiamo abituarci e abituarli, perché i loro impegni e le loro preoccupazioni non li conducano troppo lontani dalla vita dei fedeli, su cui ricade ogni loro scelta pastorale. Un dialogo maggiore tra religiosi, sacerdoti e laici (laiche comprese) favorirebbe la comprensione dei problemi reciproci e un indubbio arricchimento a vantaggio di tutti!
Pubblicato il: maggio 01, 2006
Valuta questo abstract : 1 2 3 4 5

Bookmark & share this post

.