"La
masai bianca" narra tutte le peripezie che Corinne, svizzera e
benestante, deve affrontare per coronare il suo sogno d'amore con un
guerriero masai, conosciuto durante una vacanza in Kenia. Sono
descritte le abitudini masai in tutte le loro forme. Leggendo il libro
mi sembrava di assistere all'incontro/scontro tra due culture,
terminato con l'amara constatazione della loro incomunicabilità
Corinne, per amore, all'inizio accetta tutto ciò che è l'opposto alla
sua cultura e alle sue abitudini: la
mancanza d'acqua, la scarsità di
cibo, i fastidiosi insetti, la difficoltà di comunicazione in una
lingua comune, il modo
diverso di concepire la sessualità, la vita in
comune con altre persone in una capanna, persino le malattie. Corinne
riesce anche a sposare il suo guerriero, a portare delle novità nel
cuore della giungla (una macchina, un negozio, una discoteca) ma,
nonostante questo, il rapporto s'incrina proprio nel momento in cui i
due protagonisti dovrebbero essere più uniti in seguito alla nascita di
una figlia. Anche l'amore più grande, si scioglie di fronte al diverso
modo di vedere il futuro e alla mancanza di fiducia del compagno nei
propri confronti. Per lo stesso motivo, si sciolgono legami in ogni
latitudine del globo terrestre!
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