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Il silenzio dell'innocenza

Summary rating: 3 stars 9 Recensione
Autore : Somaly Mam
Review by : Syssy
Visite : 387  parole: 900   Pubblicato il: maggio 14, 2007
"Il silenzio dell'innocenza" è la storia di una, mille, centomila e più
bambine accomunate da un triste destino. A raccontarla è Somaly Mam,
autrice e protagonista del libro. La vicenda si svolge in Cambogia, ai tempi del
regime di Pol Pot e dei khmer rossi, in un villaggio sperduto vicino
agli altipiani del Vietnam. Somaly non ha genitori ed è
minuta, magra ed ha la carnagione scura. Dorme dove capita, a volte a casa di un signore
che chiama zio e che un giorno la affida ad un nonno, un uomo di circa
cinquant'anni. In realtà è stata venduta come schiava. Il nonno e
Somaly partono per un lungo viaggio finché approdano in un villaggio,
in mezzo alle pianure lungo il fiume Mekong. Somaly deve lavorare
duramente per procurare acqua e cibo, pescando e andando a servizio
nelle famiglie più ricche dove viene trattata malissimo, per la sua
povertà e per il colore della pelle. Trova una famiglia dove può andare
a mangiare e dormire e dove impara a leggere e scrivere perché il
capofamiglia è un maestro di
scuola.
Il nonno beve, perde soldi al gioco e spesso la picchia selvaggiamente. Per appianare un debito
di gioco, con una scusa la manda nel negozio di un commerciante cinese
che la violenta brutalmente. Somaly ha soltanto dodici anni. Non può
parlare dell'accaduto perché non sarebbe creduta e perché le hanno
insegnato che le donne devono accettare tutto dagli uomini, senza
ribellarsi. Verso i quattordici anni suo nonno le procura un marito, un
militare violento che spesso la violenta e la picchia, soprattutto dopo
aver scoperto che non è più vergine. Somaly trova lavoro come
infermiera nell'ospedale di Chup. I parti si susseguono, muoiono mamme e bambini e ricomincia
l'incubo: spesso i medici violentano le giovani infermiere che devono
tacere e sottostare se non vogliono perdere il posto. Anche a Somaly
succede. Suo marito viene inviato al fronte e muore. Si ripresenta il
nonno che costringe Somaly a seguirlo a Phnom Penn, la capitale, dove
la vende a un bordello. Qui continua l'incubo di Somaly che viene
picchiata, violentata, torturata prima dai macrò se si rifiuta
d'incontrare i clienti, almeno dieci o quindici al giorno, poi dai
clienti stessi. Nella sua stessa situazione si trovano migliaia di
prostitute bambine che approdano nei bordelli o perché vendute per
pochi soldi dalla famiglia poverissima o perché vengono rapite. Se
tentano di sfuggire, vengono riprese e poi torturate e a volte anche uccise. Se vanno alla polizia
vengono trattenute in prigione con una scusa e poi violentate dagli
stessi poliziotti. Devono fare tutto quello che il cliente chiede loro,
quasi impossibile pretendere l'uso del profilattico. Spesso si ammalano
di malattie sessualmente trasmissibili e molte di loro, prima dei
quindici anni, muoiono di Aids.
Per circa otto anni Somaly vive nel bordello, finché un giorno conosce
Pierre che le chiede di sposarlo e seguirlo in Francia. Però accetta e si trasferisce in Francia, ma nel 1994 Pierre ha un
incarico per medici senza frontiere e così Somaly torna in Cambogia. In Francia, Somaly ha degli incubi
terribili, rivive le situazioni del passato e
decide che non può stare con le mani in mano, mentre migliaia di
ragazze subiscono la sua stessa sorte. Tra mille difficoltà e con
scarsi mezzi finanziari, Somaly, Pierre ed Eric, loro amico, fondano
l'Afesip: "agir pour les femmes en situation précarie". Chiedono
finanziamenti alle varie organizzazioni e, con molta fatica,
costruiscono il primo centro per l'accoglienza delle ragazze che
vogliono uscire dai bordelli. Si attirano le ire dei macrò e, ancora
adesso, Somaly riceve minacce per la sua famiglia e per i lavoratori
del suo centro.
Nel 1998 Somaly è stata insignita del Premio Principe delle Asturie
(Spagna) per la cooperazione internazionale, su segnalazione di Emma
Bonino. In Italia ha portato la bandiera olimpica in occasione delle
Olimpiadi invernalente vive in Cambogia con la sua famiglia, continua la sua
attività in aiuto delle prostitute bambine, ha aperto altri due centri
in Cambogia, uno in Vietnam, uno in Tailandia e uno in Laos.
Titolo: Il silenzio dell'innocenza
Autore: Somaly Mam
Traduzione dall'originale francese di Susanna Sinigaglia
pp. 176, IV edizione gennaio 2007
Casa editrice: Corbaccio  

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