"Il
diario di Anna Franck".
Alla fine del libro, in quarta di copertina, c’è
scritto che il "Diario" è stato tradotto in più di 55 lingue e si è venduto a più di 20 milioni di copie. Ciò dimostra fino a che punto l’impatto fu importante. OK, quantità non vuol dire qualità. Però voglio raccontarvi quello che vi siete perso se non avete ancora letto il libro!
"Anna Franck ha scritto il suo diario dal 12 giugno 1942 al 1°
agosto 1944. Fino alla primavera del 1944, ha scritto le lettere per se stessa fino a quando senti parlare alla radio di Londra, il Ministro dell’Educazione del Governo Olandese in esilio che diceva che dopo la
guerra occorrerebbe raccogliere e pubblicare tutto ciò che riguardava le sofferenze del popolo olandese durante l''occupazione tedesca." Aveva anche citato i diari intimi.
Colpita da questo discorso, A. F. decise di pubblicare un libro dopo la guerra, il suo diario avendo l''obbligo di fungere da base. Iniziò a ricopiare e riscrivere quest''ultimo, correggendo ed eliminando i passaggi che considerava come poco interessanti, o aggiungendo altri attingendo alla propria memoria. Parallelamente, continuava a tenere il diario originale; la sua ultima lettera è datata 1° agosto.
Il 4 agosto, gli otto clandestini furono fermati e portati dalla polizia tedesca. Prima di tutto, questo libro è un manuale di storia sulla seconda guerra mondiale senza esserne uno: a scuola, ci insegnano ci sono stati circa 45 milioni di morti; che tale personaggio "famoso" ha fatto tale cosa e che quello ha avuto tale impatto;... Certamente, è molto importante. Però non è più facile da comprendere, quando ci si sente vicino a questi eventi? Anna Frank ha dato al suo diario il nome di Kitty. Quando lo si legge, ci si mette al posto di Kitty: siamo noi, il o la confidente, siamo nella storia, siamo in piena guerra mondiale, ci nascondiamo, abbiamo le stesse sensazioni dell’epoca... seguiamo la storia più da vicino, al livello di un individuo e del proprio ambiente; capiamo la durezza della vita. Immaginare l’atmosfera, i luoghi... è tanto più facilitato che si tratta di un vero diario, scritto in tempo reale, giorno dopo giorno.
Per
fare un piccolo riassunto, A. F. riceve il 12 giugno 1942 (per i suoi 13 anni) un diario. Piccola ragazza ebrea di 13 anni, comincia per annotarci delle storie proprie della sua età (parla dei suoi compagni di classe, della sua famiglia, dei ragazzi...) con alcune allusioni agli ebrei ("gli ebrei devono... ", " gli ebrei non hanno il diritto... ”; In un momento di estrema lucidità scrive: "non oso più fare nulla, ho il timore che sia vietato").
Tutto si capovolge la domenica del 5 luglio 1942. Quel giorno, Margot, la sorella di Anna Frank, riceve una convocazione da parte dei SS e la
famiglia va a nascondersi immediatamente sul luogo di lavoro del padre. La famiglia Franck abita in una parte di quel palazzo, che Anna chiama “la dependance”: la vita vi è difficile perchè occorre fare meno rumore possibile per non farsi notare dai vicini. Quattro altre persone hanno raggiunto i Franck: la famiglia Van Daan e l''odontoiatra Dussel. Otto Franck, il padre di Anna, ha delle relazioni che permettono a queste otto persone una sopravvivenza temporanea...
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