Il
Nome della Rosa è un giallo medievale, che si svolge in una
abbazia nota per la sua biblioteca. In questa abbazia si deve svolgere una
riunione di vescovi per dirimere una controversia teologica. Le prime
persone ad arrivare sono un
monaco e il suo apprendista; appena
arrivati si trovano coiinvolti in una serie di morti sospette. Il
monaco, aiutato dal suo assistente, comincia ad investigare e capisce
che tutti gli indizi portano ad un libro che era consideratyo perduto,
ma di cui una copia era rimasta nascosta per lungo tempo nella
biblioteca dell'abbazia e riscoperta solo per caso.
Non è corretto raccontare tutto l'intreccio di un giallo, ma voglio
puntualizzare alcuni aspetti di questo romanzo che lo rendono unico.
Per primo, il tributo a Sherlock Holmes; il nome del monaco è Guglielmo
da Baskerville (o Bascavilla), chiaro omaggio al racconto di A. Conan
Doyle "Il mastino dei Baskerville", il nome dell'apprendista è Adso, il
cui suono ricorda il nome del Dr. Watson, e il metodo che il monaco usa
per risolvere il mistero è molto razionale, come quello di Sherlock.
Ricordiamo che la storia si svolge nel
periodo medievale, quando tutte
le cose erano valutate per la loro rilevanza teologica; Guglielmo tenta
di usare il suo approccio razionale anche durante la riunione per
difendere il suo
punto di vista, ma il pregiudizi religiosi hanno la
meglio.
Il secondo punto è la descrizione delle eresie che erano molto comuni
in quel periodo. Il popolo era profondamente diviso e Papi e Vescovi
proclamarono molte guerre e crociate contro di esse. L'autore le
descrive in modo tale che ti resta il desiderio di approfondire questo
periodo.
E infine, ci sono molti riferimenti culturali, come ad esempio il nome
del vecchio bibliotecario cieco; il suo nome è Jorge, come il famoso
scrittore argentino Jorge Luis Borges, anche lui cieco. Secondo me, è
molto divertente leggere questo romanzo per trovare tutti questi
riferimenti.
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