La vicenda è ambientata in un Abruzzo rurale e patriarcale. Nella casa di Lazaro di Roio e della moglie Candia della Leonessa
si attende alla preparazione della festa di nozze del figlio Aligi, pastore, con la
giovane Vienda di Giave. Le tre sorelle di Aligi, Splendore, Favetta e Ornella, lavorano agli arredi e alle vesti per il matrimonio, mentre la madre benedice gli sposi, riceve e accoglie i parenti che giungono con i doni nuziali. Questo quadro di serenità agreste, anche se venato da piccoli infausti indizi (come il pane spezzato che cade in terra, segno di imminenti disgrazie nella tradizione popolare abruzzese), è inaspettatamente turbato dall'ingresso di una giovane sconosciuta che cerca scampo e riparo da un gruppo di pastori ubriachi che intendono abusare di lei. La giovane donna è Mila di Codra, figlia del mago Iorio, «putta di fienile e di stabbio» e anch'essa sospetta di
stregoneria. I mietitori ubriachi reclamano a gran voce la giovane donna, mentre Aligi, dapprima pronto a scacciare Mila, la trattiene presso dì sé credendo di aver visto piangere l'angelo scolpito nel camino, e accende un cero sulla soglia della porta a segnare l'impossibilità di violare quella casa. A questo punto appare Lazaro, il padre di Aligi, reduce insanguinato dalla rissa per il possesso di Mila. E, mentre quest'ultima fugge inosservata, Aligi va a rifugiarsi in montagna.In seguito Aligi, pur avendo già celebrato il matrimonio - senza consumarlo - con Vienda, accoglie Mila nella grotta sulla montagna e divide con lei il primitivo alloggio in una comunione puramente spirituale. Ma Aligi, ormai innamorato di lei, manifesta la volontà di recarsi a Roma per chiedere al papa lo scioglimento del vincolo matrimoniale. Mentre Aligi si allontana, la lampada, accesa nella grotta di fronte a una Madonna scolpita nel legno dallo stesso Aligi, sembra spegnersi per mancanza d'olio. Poiché ciò sarebbe infausto e profanatorio, Mila corre disperata fuori dalla grotta per chiedere dell'olio a una passante, che subito si rivela Ornella, sorella di Aligi. Quest'ultima, chiede a Mila di lasciare il fratello e di andare via. Uscita Ornella e rientrato Aligi, sopraggiunge il padre, Lazaro di Roio, il quale fa legare e portare via da alcuni uomini il figlio per tentare di violentare Mila. Aligi, slegato dalla stessa Ornella, interviene a difendere Mila uccidendo il padre con un colpo d'ascia. Per questo, secondo le regole della comunità pastorale, è condannato alla morte atroce che spetta ai parricidi: dapprima gli verrà staccata la mano "colpevole", poi verrà messo in un sacco con un mastino e, infine, gettato nel fiume. Prima, però, l'omicida dovrà essere condotto a casa per ricevere il perdono della madre. A questo punto interviene Mila che, dichiarando di avere ammaliato con una stregoneria il povero Aligi, lo discolpa e lo libera dall'atroce punizione. Così, toccherà a Mila essere condotta al rogo per stregoneria; e mentre Ornella, che sa dell'innocenza di Mila, le grida «Mila, Mila, sorella in Gesù, io ti bacio i tuoi piedi che vanno! Il Paradiso è per te», la figlia di Iorio si immola per Aligi, andando incontro alle fiamme con la speranza di una finale purificazione («La fiamma è bella», urlerà, «la fiamma è bella!» ).