"Alla ricerca del tempo perduto" si articola in sette romanzi: "Dalla parte di Swann", "All'ombra delle fanciulle in fiore",
"I Guermantes", "Sodoma e Gomorra", "La Prigioniera", "Albertine scomparsa" e "Il tempo ritrovato". Attraverso le pagine di quest'opera monumentale ci viene rivelata un'intera società, nell'arco di tempo che va dal 1880 al 1920.
Protagonista assoluta è l'aristocrazia, colta nel momento in cui si conclude la sua splendida parabola. Tutti i
personaggi sono sostanzialmente dei vinti, a ognuno il tempo ha tolto qualcosa. Soltanto le memorie sembrano sottrarsi alla sua tirannia e solo nell'arte è possibile trovare un compenso al disordine del mondo.Nella Ricerca il protagonista si esprime in prima persona e si identifica sostanzialmente con l'autore; gli altri personaggi sono per lo più trasfigurazioni di personaggi reali conosciuti da Proust . Il romanzo è la ricostruzione di una vita intesa come scoperta graduale del significato della realtà attraverso la memoria, a partire da un evento minimo e casuale: esemplare, nelle prime pagine del romanzo, l'episodio del dolce (il "madeleine") che il protagonista riassapora per la prima volta dopo gli anni dell'infanzia e che gli riporta in mente un intero periodo della sua vita. Proust è convinto (con Baudelaire e i simbolisti) che compito dello scrittore sia "liberare l'essenza delle sensazioni componendole, per sottrarle alla contingenza del tempo, in una metafora". L'artista non inventa, ma scopre. Compito dell'arte è cogliere nascoste corrispondenze. Sensazioni e cose sono immerse nel flusso della transitorietà e dell'effimero, sottoposte al tempo che le disintegra e travolge. Si tratta di impegnare una strenua lotta contro il tempo, salvare questo patrimonio del nostro io più autentico. Solo nella memoria, secondo Proust, l'uomo può cogliere con un unico sguardo le incessanti trasformazioni alle quali il tempo sottopone fatti, persone e sentimenti. Una concezione che rimanda alla teoria del "tempo creativo" di Henri Bergson che Proust studiò. Pur riflettendo una visione relativistica della realtà, la Ricerca è un grandioso affresco della società francese, rappresentata nei suoi contraddittori aspetti e livelli: dall'ambiente borghese e artistico del protagonista e del suo alter-ego Charles Swann, a quello aristocratico dei Guermantes, a quello sordido e malfamato di Jupien frequentato dal barone Charlus (in cui Proust proiettò in toni grotteschi le proprie tendenze omosessuali).