L'uomo senza
qualità è un
romanzo dello scrittore austriaco Robert Musil che racconta di Ulrich, un uomo ideale che, riassumendo in sé tutte le qualità o le non qualità del secolo appena iniziato, il Novecento, vive privo di reali interessi. Questa situazione è descritta come vera e propria malattia della volontà. L'opera afferma l'importanza del senso della possibilità arrivando a sostenere che nel futuro le azioni si svolgeranno sempre di più nel pensiero piuttosto che "nella vita pratica". Ulrich è certo che fa parte del "gruppo degli inetti", che ha come esponenti nella letteratura italiana ad esempio Zeno (protagonista de "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo). È palese la vuotezza della cosiddetta "azione parallela", dove un grande comitato deve decidere con anni di anticipo quel qualcosa di grandioso che l'impero austro-ungarico dovrà realizzare per celebrare un suo importante anniversario che non potrà mai concretizzarsi; questo perché la data attesa cade dopo la prima guerra mondiale e dunque la dissoluzione dell'impero stesso (Musil inizia a scivere il romanzo nell'immediato dopoguerra nell'ambito della Finis Austriae).
azione parallela è anche la trama esteriore del romanzo che è un accumulo di gesti velleitari e inconcludenti. Musil muore prima di concludere il proprio capolavoro mentre Ulrich abbandonava il comitato dell'Azione Parallela, e chiuso in casa con una sorella gemella improvvisamente comparsa, cominciava esistenziali discorsi sull'Amore e il Sentimento sull'ombra di grandi suggestioni come l'ermafroditismo e il viaggio mistico. Negli ultimi anni di composizione erano già apparsi sulla scena il Nazismo e l'ideologia del Regno Millenario. Il Regno
Millenario di Ulrich è stasi, "mentalità delle vacanze", paura del vuoto, della morte, distruzione della comunicazione. Il particolare atteggiamento narrativo di Musil che lui stesso definisce del Saggismo contribuisce a rendere questo straordinario libro una vera Bibbia del Nichilismo e dunque del Decadentismo.
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