Il pellegrinaggio del giovane Aroldo è un lungo
romanzo narrativo scritto dal poeta inglese George Gordon Lord Byron, e fu pubblicato tra il 1812 e il 1818. Il romanzo descrive i
viaggi e i pensieri di due personaggi che, disillusi da una vita di piaceri e ozî, cercano una nuova esistenza in terre straniere. Complessivamente, può essere interpretato come l'espressione della malinconia e della disillusione vissuta da una generazione ormai esausta delle guerre dell'età successiva alla Rivoluzione Francese e dell'Età Napoleonica. Come ammise lo stesso Byron, il romanzo trae ispirazione dalle vicende autobiografiche dello stesso autore, in particolare dai viaggi nel
Mar Mediterraneo e nel Mar Egeo compiuti tra il 1809 e il 1811. Sebbene l'autore non fosse inizialmente soddisfatto della sua opera, considerandola troppo legata alle sue vicende personali, con la sua pubblicazione, Byron ottenne un'immediata notorietà, tanto che
ancora oggi lo si annovera tra i maggiori letterati inglesi. Il successo maggiore fu riscosso tra il pubblico femminile aristocratico, che amava moltissimo la figura del giovane Harold e, soprattutto, il suo onnipresente pessimismo; ben presto si notarono somiglianze tra la personalità di Byron e quella del suo personaggio. Il romanzo delinea i tratti dell'eroe byronico, ancora oggi rilevante e spesso presente in romanzi, film o commedie di tipo classico. L'eroe
byronico è solitamente posto ai margini della società, ha una personalità perennemente in conflitto tra due posizioni, una positiva di uomo gentile e una negativa di essere spietato, una di forte religiosità, una di ateismo, ed è sempre insoddisfatto e alla ricerca di nuove emozioni.
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