Un altro successo di Chetan Bhagat, che è senza dubbio il più giovane romanziere che abbia tratto un bestseller dalla IT
(la cosiddetta tecnologia informatica). Qui abbiamo a che fare con la seconda parte di "Una notte al Call Center". Il titolo di questo romanzo è di per sé invitante, e si appoggia ai principali motivi della crescita economica dell''India, quella crescita che porta il nome dei call-
centers.
Con quasi un terzo della gioventù che lavora nei call-centers, questo libro ha trovato la sua via per destare interesse in ogni libreria
indiana. Ma cosa rende questo libro così vitale è la scrittura di Chetan Bhagat. Scritto senza pretese, pieno di dialoghi che funzionano come battute cinematografiche, il romanzo ha immediatamente guadagnato lo status di culto. Sono le brillanti osservazioni di Bhagat sulla realtà della fulgida rivoluzione IT indiana e del suo businness emergente.
L''intera storia ruota intorno alla vita di pochi lavoratori che dividono un comune turno di notte in un call center di Nuova Delhi. C''è uno stereotipo per ognuno: Shyam, buon compagno di lavoro e attento, che manca di ottimismo; Vroom, iracondo figlio di genitori divorziati, che pensa "Siamo tutti a servire quegli schiavisti bianchi perché abbiamo da soddisfare le nostre necessità". Radhika, poi, la donna sposata (ex fidanzata di Shyam). Esha, la bambola glamour e infine lo Zio Militare. Ma la storia ha il suo apice quanto tutte queste persone ricevono la chiamata di Dio; e quella singola chiamata cambia la loro vita. Una volta ancora, una meravigliosa opera di Chetan Bhagat.