Filo, il protagonista del libro, nasce prematuro, a sette mesi, perché la madre si versa, accidentalmente, dell’acqua bollente
sulla pancia. Un buon inizio, degno precedente della vicende tragiche e comiche insieme, che Filo sperimenta durante l’infanzia e l’adolescenza nel
piccolo paese dell’Umbria, dove nasce e dove si vive ancora secondo i ritmi della campagna. Circondato da una famiglia variopinta, numerosa e autentica, tra zie nonne cugini, il piccolo cresce frequentando la parrocchia, imparando il pattinaggio artistico e cercando a tentoni una sua identità nel mondo. La sua vitalità e la sua energia parlano di un grande amore per la vita e di un’esistenza vissuta
giorno per giorno senza preoccuparsi troppo del domani e non prendendosi troppo sul serio. Questa è la biografia romanzata di Filippo Timi che fa l’attore di teatro d’avanguardia, ha poco più di trent’anni e nella vita ne ha viste tante: a cominciare dal fatto che è quasi cieco, balbetta ed è povero in canna. Ma della vita, come leggerete, non si è lasciato sfuggire un solo attimo.