LO SCOMMETTITORE
Di Remo Bassini – Ed. Fernandel
E’ un romanzo sulla politica, sugli aspetti amorali (e spesso
immorali) di un gioco in cui, per il raggiungimento del fine (la poltrona, il potere, il successo) si calpestano spesso i valori che dovrebbero stare alla base della convivenza civile. E’ anche le disamina del volto più deteriore della
democrazia, rivelando come il nostro paese sia ancora preda di persone senza scrupoli, che esercitano il potere pro domo sua e non a favore del bene comune.
Chi è lo scommettitore? E’ l’uomo che conosce il gioco della politica nei minimi dettagli e che offre i suoi servigi al miglior offerente, per ottenere la sua elezione. E più la
scommessa è difficile, maggiore sarà la sua gloria, anche se questo comporterà l’uso dei mezzi più sporchi, al fine di distruggere l’avversario: prostitute, cimici, spie, corruzione, ricatto.
Il protagonista, a seguito di un parziale fallimento di un’operazione, decide di ritirarsi in una cittadina di provincia e di rinunciare a esercitare la sua professione: anche qui alla base c’è una scommessa. Riuscirà a sopravvivere, senza mezzi, amici, agi a cui era abituato? Succede, però, che contrariamente ai suoi programmi e alle sue intenzioni, anche in questa realtà minore non riesce a uscire dal gioco, sebbene questa volta finisca per operare a fin di bene, smascherando alcuni potenti e riducendoli in condizione di non nuocere.
Il romanzo, ben scritto, con uno stile più giornalistico che letterario, si legge d’un fiato. In fondo, una “nota finale” di Marco Travaglio, giornalista ben noto per i suoi libri diretti a smascherare le manovre illegali e immorali dei vari potenti, trova in Bassini un’anima affine, un sodale che combatte, con l’arma del romanzo, gli stessi vizi di una società immatura, interprete di una democrazia ancora, purtroppo, imperfetta.