LA ZIA MARCHESA di Nicoletta Agnello Hornby
Costanza Safamita è figlia di una famiglia appartenente all’aristocrazia
siciliana: siamo alla fine dell’Ottocento e conosciamo la vita dell’eccentrica protagonista attraverso i racconti della balia che, in gioventù, l’ha amorevolmente curata sostituendo la madre la quale ostentava disinteresse e rabbia nei confronti della piccola. Amalia, questo il nome della nutrice, ha dedicato la propria vita ad allevare la piccola ed alleviare le sofferenze della giovane con riguardosa compassione; il mondo di allora rivive attraverso i suoi racconti: sin dalla sua
nascita la figlia del barone Domenico Safamita, viene vista come un essere strano, diverso, quasi diabolico: al momento della nascita la madre, sapendo di aver avuto una figlia femmina, cade in derpressione e rifiuta la creatura la cui chioma rossa spaventa e mette in allarme molti alimentando superstizioni e pettegolezzi. Costanza trova un alleato nel padre che ripone in lei tutte le sue speranze: il barone la ama talmente da designarla come unica erede della famiglia. Cresciuta tra la servitù che, con amore e semplice allegria, la protegge dall’astio e dal disamore della madre, la giovane, con il proprio modo di essere, rafforza la diffidenza e il sospetto di chi le sta intorno. Il mondo a cui
appartiene non le appartiene ma il suo carattere la aiuterà a trovare uno proprio spazio nell’ambiente in cui è nata.
Una storia forte, sentita e coinvolgente nell’affilata ironia che contraddistingue il linguaggio della scrittrice.
Valentina Fioruzzi