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La Comunione nella Chiesa

di : Delle Donne Simonetta     

Autore : Ratzinger Joseph
E’ difficile leggere velocemente e distrattamente “La Comunione nella Chiesa” di Joseph Ratzinger, già Benedetto XVI: queste
pagine costringono a pensare e spesso si torna su quanto appena letto, per comprenderne meglio il significato delle parole: insomma, non si può pensare ad altro, se no si perde la possibilità di diventare migliori!
Come sempre, è arduo recensire i libri di Papa Ratzinger, perché spesso si tratta di opere composite, collezioni di lavori compiuti, ma difformi e non confrontabili, e ogni riga, poi, meriterebbe uno specifico commento. Così, anche in questo caso, è impossibile offrire un messaggio esauriente sul contenuto del volume e ci si auspica, almeno, di riuscire a incuriosire.
Bellissima è la riflessione sullo Spirito Santo, in cui il Pontefice ha sottolineato la specificità della Terza Persona della Trinità, cioè quella di collante tra il Padre e il Figlio: si tratta di un ruolo fondamentale in cui l’Amore che lega le prime due Persone diventa Persona.
Molto bella è anche la descrizione, quasi liturgica, del prodigioso martirio di Policarpo, che costituisce senz’altro l’immagine più forte e affascinante di tutto il volume, in cui il rogo si trasforma in vela che traghetta il santo nell’Aldilà e la sua carne bruciata appariva come un pane appena sfornato che spandeva intorno a sé un profumo intenso di incenso e aromi. Questo passo si colloca proprio al centro del testo, quasi che il Papa abbia voluto, con questa scelta, porre l’accento sull’importanza dei martiri, la cui vita santa ha avvantaggiato e tuttora favorisce tutta la Chiesa, rinvigorendo la fede, attraverso l’esempio di una vita spesa per gli altri.
Conclude il libro una riflessione dal titolo “ Ministero e Vita dei sacerdoti”, in cui Benedetto XVI sottolinea alcuni aspetti fondamentali del ministero sacerdotale. Il concetto di fondo è contenuto in un assunto di agostiniana memoria in cui si esalta la figura del servo di Cristo-servo degli uomini, evocando, altresì, le parole che il sacerdote ripete a voce alta durante la consacrazione ad ogni Messa: per Cristo, con Cristo, in Cristo. Rilevante risulta essere anche la definizione del sacerdote come voce, in qualche modo altoparlante di Dio, mettendo in rilievo la grandezza e l’umiltà dell’attività del ministro.
Concludendo, il Pontefice invita tutti i sacerdoti a coltivare la propria interiorità, dedicandovi del tempo, invece di privilegiare costantemente l’attivismo, che rischia spesso di diventare fine a sé stesso. Forse, noi laici potremmo aiutare i presbiteri in questo, sollevandoli da alcune attività meramente gestionali, che il Concilio Vaticano II ci ha affidato ben quaranta anni fa.
Pubblicato il: maggio 01, 2006

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