Chi non ha sentito questo tormentone, che echeggiava un'estate fa? Chi non ricorda lo sbandierare di drappi improvvisati,
e l'illetterato inneggiare: POROPPOPPERO PERò, POROPPORO-POPPERò, PERò, PERò, POROPPORO-POPPò... e tutto questo ricominciava sempre da capo.
Altro che le
Notti Magiche di Gianna Nannini e Edoardo Bennato. Queste sono le note che ci hanno innalzato i cuori, queste sono le sillabe che si sono impresse nella nostra mente di popolo sognatore in cerca di illusioni realizzate. Abbiamo vinto i mondiali, abbiamo vinto gli europei, abbiamo vinto tutto, e questo a scapito dei francesi che per tanto hanno frustrato le nostre attese! Troppo spesso quei signorini d'Oltralpe ci hanno ingannato, ci hanno derubato di quel che ci spettava di diritto. Basti pensare alla Gioconda: per quel furto terribile grava ancora su di essi il nostro disprezzo. Adesso era giusto il momento di riprendere qual che da tanto tempo ci spettava, quel che dovevamo portarci scolpito nel petto.
Siamo un popolo d'onore, abbiamo combattutto guerre spietate e selvagge, proprio all'ultimo sangue, in nome di un'unità nazionale che doveva così trovare la sua consacrazione... E quale migliore occasione, che vincere i mondiali? Basta con le cantilene degli editoriali dei giornali. E' stata una vittoria sacrosanta, abbiamo vinto e ci siamo guadagnati il diritto a mangiare il panino con la soppressa e la mortadella - e pure la porchetta, quando ce ne venisse la tentazione.
Rispondiamo così a quei professori che credono di aver detto tutto, nel dire che è stata la vittoria di una banda di mercenari. "Noi siamo italiani, e come italiani abbiamo combattuto fino alla fine" ha detto qualcuno.
Perciò non resta altro da aggiungere. Qui è finita la polemica, perchè anche qui ha termine la sfida. Ci resta soltanto la vittoria, la consapevolezza di un'alba che è appena iniziata, in cui gli italiani non saranno più secondi a francesi, brasiliani, inglesi, tedeschi o chicchessia. Oggi siamo primi nel mondo, e così anche lo saremo domani. Alla faccia di disfattisti e stercorari.