Al posto di riassumere il libro che comunque non mancherò di fare alla fine di questo abstract, libro
tra l'altro assolutamente suggestivo e pittoresco, vorrei parlarvi dell'autore, altrettanto importante per comprendere i suoi scritti infarciti di argomenti sicuramente poco banali. Un personaggio lui stesso, secondo me, alla pari di quelli creati dalla sua fantasia. Un autore che secondo me merita, alla pari di qualsiasi altro grande giallista europeo. Peccato davvero che sia quasi sconosciuto in Italia. Anche io l'ho scoperto da poco, grazie ai prezzi stracciati che mi hanno invitato ad acquistare i suoi libri. :-)
Janwillem van de Wetering è nato in Olanda, precisamente a Rotterdam nel 1931.
Il suo destino è stato quello di seguire le orme paterne nel commercio di materie prime, fonte di grande agiatezza per la famiglia. Nonostante ciò ha studiato filosofia, sua grande passione e si è occupato con grande interesse sulla distruzione di Rotterdam durante il secondo conflitto mondiale e sulla morte tragica di amici ebrei. Argomento spesso trattato nei suoi libri, inevitabilmente. I suoi studi si sono divisi fra l'Università di Delft e durante la guerra a Cambridge. Nel 1952, per volontà del padre si è introdotto nel mondo del lavoro come venditore in una ditta trasferendosi in Città del Capo in Sud Africa. Si sposa presto ed al posto di proseguire la sua carriera sudafricana trasferendosi a Johannesburg rimane a Londra per completare ed approfondire i suoi amati studi di filosofia al King's College nel 1957. Affascinato dal mondo orientale, religioso e non, nel 1958 compie un lungo viaggio in Giappone e rimane in un monastero a Kyoto per essere introdotto al Buddismo Zen.
Un periodo riportato nelle sue memorie The Empty Mirror (1971). Anche qui si distingue l'uomo di cultura dall'imprenditore.
Come tutti ha avuto interessi oltre alla cultura; era un fanatico di Baseball ed in occasioni di partite importanti si barricava in casa evitando di vedere chiunque.
Nel corso della sua vita viaggiò davvero tantissimo. Condusse una vita errabonda e tra le sue mete ci fu il Sud America dove sposò Juanita Levy prima di trasferirsi per lavoro a Brisbane in Australia.
Nel 1965 rientrò in Olanda dove venne costretto a prestare servizio militare non avendolo assolto per i frequenti viaggi all'estero. Qui l'ispirazione letteraria iniziò a crescere e nel 70 ebbe un così un notevole successo che si trasferì con la famiglia negli Stati Uniti, nel Maine.
Ha scritto anche libri per bambini, creando il buffo personaggio di Ugo Spino il porcospino.
E' morto il 4 luglio 2008 a 77 anni.
I suoi libri gialli, circa una quindicina, li ha stesi e pubblicati tra il 1975 ed il 1997 scritti durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, pubblicati in inglese ma ambientati per lo più ad Amsterdam e sono incentrati nelle indagini, spesso bizzarre d' una coppia di poliziotti, assolutamente normali ed allo stesso tempo "diversi" nel pensiero e nei modi: il sergente maggiore Henk Grijpstra e il sergente Rinus de Gier.
Ritornando al libro, è incentrato sulla figura d'un ricco venditore ambulante, Abe Rogge, ebreo, figlio di vittime dei lager, solitario e filosofo cinico, affascinante ed in certo senso cosmopolita, persona eccentrica e diversa, uccisa in modo altrettanto originale. E fino alla fine, l'arma del delitto sarà fitto mistero e poi incredibile, assurda rivelazione. I sospetti cadono inevitabilmente sul fiore di amicizie che hanno ruotato a satellite intorno alla sua vita alternativa: la sorella, il discepolo prediletto, l'amico d'infanzia, le più svariate amanti...Storia scorrevole, non eccelle sul piano letterario forse ma brilla di filosofia propria e di concetti non propri solitamente in un giallo. Come sfondo un momento politico olandese particolare, di contestazione generale, sommossa, caos totale. Perfetto per mascherare e confondere un delitto terribile. Bellissima anche l'ambientazione; Amsterdam ci svela il suo mistero, il suo fascino di città marina di gente che si muove da generazioni finendo poi, per ritornare lungo i canali, a vivere nelle sue case lunghe e strette. Val la pena questa lettura anche solo per gustarsi il sapore unico di questa città olandese bellissima e suggestiva. Da gustarsi insomma, magari in un fine settimana invernale, con il tempo che imperversa dall'altra parte della finestra, accanto ad un caminetto accesso.