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Sommari e brevi recensioni

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Oltre il sipario

di : mauro_meo     

Autore : Juan Goytisolo
Appena cento pagine. Neppure tanto dense, con molti spazi bianchi. Ma a volte anche gli spazi bianchi hanno un senso, un
significato. Una loro forza, un loro rumore. Forse non è neppure un romanzo questo, Oltre il sipario di Juan Goytisolo, scrittore spagnolo. Forse sono appena ricordi, parole, sensazioni. Sentimenti. Suoi. Ma anche nostri. È uno scrittore del nostro secolo Juan Goytisolo, è nato a Barcellona il 6 gennaio del 1931, e lo ha vissuto intensamente, sulla propria pelle, nella propria vita. Oppositore del franchismo, con la conseguente messa al bando dei suoi scritti in Spagna, fu costretto ad andare esule in Francia, a Parigi dove ha anche pubblicato il suo primo libro, e poi negli Stati Uniti. Ma ancora oggi in qualche modo è fermo nel suo stato, nel suo ruolo, di oppositore. Oppositore di quello che il mondo oggi è diventato, di quello a cui il mondo si è ridotto. E così vive ancora da esule, tra il Marocco e Parigi. Anche questo libro, come scrive lui stesso, è stato composto tra Marrakech e Tangeri. Tra il novembre 1996 e l’agosto 2002. Sei anni per poco più di cento pagine. Possono sembrare tanti sei anni per cento pagine. E forse lo sono. Ma sono cento pagine di ricordi, di emozioni. Spesso dolorose, sofferte. Perché spesso, troppo spesso, si parla, si racconta, si ricordano delle perdite. Della persona amata, della natura, della pace, di Dio, del passato. Goytisolo ricorda, fa ricordare al suo protagonista, la propria vita segnata da tante perdite, segnata tra troppe guerre, da troppi conflitti. La sciocca ripetizione della storia. Che poi è la sciocca ripetizione degli stessi errori, degli stessi comportamenti, da parte degli uomini. Non è naturalmente la storia a sbagliare, sono gli uomini, i suoi attori principali. E il dolore viene vissuto e rivissuto perennemente. Quasi ci si condanna a riviverlo in continuazione, sempre, quasi in un ciclo senza la capacità mai di imparare dai nostri errori. L’incapacità di capire il dolore, di custodirlo. Di non permettere che torni. Cento pagine di una riflessione amara sull’esistenza degli uomini, sulle loro vicende. Sulle nostre vicende. 
Pubblicato il: ottobre 05, 2008
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