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Sommari e brevi recensioni

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Homepage Shvoong>Libri>"Le città invisibili"

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"Le città invisibili"

di : Jefferson Plaza     

Autore : Italo Calvino
Italo Calvino riflette una grande crisi delle nostre città odierne, l’autore crea un mondo pervaso di immaginazione che vuole
innalzare l’intelletto creatore dell’uomo e anche vuole sottolineare la complessa sfida che rappresenta il nostro modello di città. L’autore crea un mondo piuttosto allegorico ambientato nel regno dell’imperatore Tartaro Kublai Khan, il quale stabilisce un rapporto stretto con Marco Polo, il più grande mercante veneziano. Questo libro rientra in una grande tradizione della letteratura di viaggio, autori classici come Virgilio e Omero raccontarono le loro storie attraverso la grandiosità degli eroi della mitologia greca, Calvino svela la vita di uno dei grandi mercanti veneziani, Marco Polo, un uomo che possiede una straordinaria capacità per raccontare le collossali avventure che ha vissuto attraverso i viaggi nell’estremo Oriente, l’imperatore viene trascinato da quei mondi meravigliosi e si crea una specie di comunione tra questi due personaggi, tutte le descrizioni delle città cominciano con un dialogo in corsiva tra essi, questo rapporto può farci rieccheggiare il mondo del libro “Le Mille e una notte". Il libro ci dipinge 155 città, tutte con nome di donna ed impossibili da trovare su un atlante, queste città simbolicamente rappresentano argomenti vari come l’amore, la morte, il nostro rapporto con la tecnologia e anche come le città possano essere un riflesso delle nostre paure o desideri più irraggiungibili. È vero che l’opera presenta una cornice complessa però la lettura si avvia con facilità giacché l’autore ci guida attraverso un mondo pieno di simbolismo che si presta ad una lettura frammentaria. Il nostro ritmo di vita ci obbliga a sacrificare molti piaceri come quello di leggere. Forse alcune persone se avessero l’opportunità mi chiederebbero perché devono leggere questo libro? Soltanto posso approssimarmi ad una risposta: Calvino ci presenta un capolavoro che vuole rappresentare le nostre contraddizioni esistenziali però sopprattutto come abbiamo perso la capacità di osservare, d’immaginare e di contemplare cosa abbiamo fatto del nostro mondo. Calvino affermava che “Le città invisibili” sono un vero riflesso delle nostre città invibili.
Pubblicato il: aprile 12, 2006
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