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Gli ex libris italiani del Novecento. Evoluzione e mutazione

Summary rating: 5 stars 1 Recensione
Autore : Egisto Bragaglia
Review by : Syssy
Visite : 22  parole: 600   Pubblicato il: marzo 23, 2008
­­Il volume di Egisto Bragaglia “Gli ex libris del Novecento – Evoluzione e mutazione”, Tipoteca italiana fondazione, 2006, è un libro da collezionare per la sobria raffinatezza della veste grafica e da leggere per il contenuto di grande interesse per i bibliofili. Il testo si suddivide in due sezioni: nella prima l’autore fa una digressione storica sull’evoluzione dell’ex libris italiano, mentre nella seconda sono riprodotti 64 ex libris di autori italiani del Novecento. Bragaglia inizia citando la definizione di ex libris riportata nei dizionari del secolo scorso: “ex libris, letteralmente dai libri, motto latino con cui è chiamato quel cartellino che si incolla ai Libri e vale ad indicarne la proprietà: dapprima a penna, indi a stampa con bellissimi fregi, disegni, motti”. I primi saggi e le prime pubblicazioni videro la luce tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, mentre a Milano nel 1905 veniva indetto un concorso per un ex libris per il Comune. In Italia per la diffusione dell’ex libris è mancata, nel corso del 1900, un’azione propulsiva da parte di un’associazione, sono mancati i collezionisti, mentre non sono mancati gli artisti e gli studiosi.
Egisto Bragaglia s’interroga sulle motivazioni che spingono un lettore a contraddistinguere i suoi libri con questo strumento. Secondo l’autore, l’ex libris rappresenta le aspirazioni, le attività e le riflessioni del titolare ed è il rapporto affettivo che lo lega ai suoi libri, affiancando il proprio nome a quello dell’autore del testo, inserendo nell’immagine una traccia della propria biografia e attestando così la propria presenza nel tempo. E’ inoltre la carta d’identità intellettuale, morale e spirituale di chi lo appone ai propri libri.
L’autore poi indica quali elementi deve avere un ex libris per essere perfetto, ovvero l’attestazione di proprietà, la qualifica del titolare, la sua vocazione per la lettura e il “furore” riservato a coloro che attentassero a quella sua inestimabile proprietà.
Secondo Bragaglia gli archetipi dell’ex libris contemporaneo sono l’araldico e l’impresa. La tendenza a inserire il nome del proprietario è stata rilevata in vari scritti dell’antichità destinati alla pubblica lettura. Nei codici di pergamena manoscritti lo stemma era sovente inserito all’inizio e alla fine dell’opera. Con l’introduzione della stampa, la tradizione è entrata nell’uso e si è inserito nelle primissime pagine lo stemma araldico dei nobili o dei prelati a cui l’opera apparteneva. Gli ex libris araldici comunicavano con immagini simboliche la storia e le glorie del casato, l’immagine non poteva essere inventata, tranne i fregi e le figure di contorno.
Al contrario, il contrassegno figurato denominato “impresa”, prototipo dell’ex libris degno di rispetto sotto il profilo storico e culturale, è contraddistinto dal corpo, ovvero dall’immagine, e dall’anima, ovvero dal motto. Le imprese venivano ideate e utilizzate da iscritti alle accademie letterarie e scientifiche e sono i simboli che segnano il passaggio dal Medioevo al Rinascimento.
Nel Novecento inizia l’era dell’indipendenza dell’artista  e la dimensione tende ad aumentare, con prevalenza dell’immagine sulla dicitura, sulla locuzione latina e sul nome. La figura rappresentata è una creazione libera dell’artista, sono diverse le finalità che passano dalla biblioteca al collezionismo, l’obiettivo che passa dal titolare all’artista, il contenuto figurativo che da iconografia diventa grafica libera, il fruitore che non è più principalmente il bibliofilo, ma il collezionista.
Nella seconda parte del volume sono presenti 64 opere di artisti diversi, alcuni famosi, altri meno, con note bibliografiche per ognuno. Si tratta di opere che rappresentano una sintesi dei cambiamenti dati nel corso del secolo dal trascorrere del tempo, dal mutamento dei costumi e dal ricambio generazionale.
L’autore conclude sollecitando un’azione di sostegno e di rilancio dell’ex libris, nobile simbolo di cultura e civiltà.

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