La
caduta dell''impero
romano è uno dei misteri eterni della storia del mondo. Ora, in questo innovativo libro, Peter Heather, propone una risposta stupefacente: Roma generò la sua stessa nemesi. Secoli di imperialismo trasformarono i vicini, i cosiddetti
barbari, in nemici capaci di demolire l''impero che li aveva dominati così a lungo.<
br>Heather è un esperto del tardo impero romano e di barbari. Ne "La caduta dell''impero romano", analizza la straordinaria storia di successo che è stato l''impero romano ed interpreta in modo nuovo i suoi continuati atti di forza e le sue persistenti limitazioni, per dimostrare come i barbari d''Europa, trasformati da secoli di contatti con Roma a tutti i livelli, alla fine la distrussero.
Egli sostiene prima di tutto che gli Unni modificarono il bilancio di potere strategico esistente sulle frontiere europee di Roma costringendo i goti ed altri barbari a cercare rifugio all''interno dell''impero. Ciò fu la causa di due generazioni di guerre, durante le quali nuove coalizioni barbariche, formatesi in risposta alle ostilità romane,
misero l''occidente romano in ginocchio. I Goti prima distrussero l''armata romana nella battaglia di Adrianopoli nel 378 ed in seguito misero in sacco
Roma nel 410. I Vandali devastarono la Gallia e la Spagna, prima di conquistare l''Africa del Nord, il paniere dell''impero occidentale, nel 439. Dopo incontriamo l''unno Attila, il cui regno di terrore si estese da Costantinopoli a Parigi, ma la cui morte nel 453 , ironia del caso, portò ad una disperata fase finale del collasso di Roma che culminò nella sconfitta da parte dei Vandali dell''intera Armata Bizantina, l''ultima speranza di sopravvivenza dell''occidente.
Peter Heather sostiene in maniera convincente che l''impero romano non era sull''orlo di un collasso sociale o morale. Ciò che ne determinò la caduta furono i barbari.
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